PONTEDERA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere comunale del Comune di Pontedera, Nicolò Stella (FDI).
“Il 28 gennaio 2026, presso il Teatro Era, è in programma il reading collettivo con musica “Che sia una storia – Biografie dal genocidio”, promosso dal Comune di Pontedera in collaborazione con diverse associazioni, con gli interventi di Tommaso Montanari e Paola Caridi. L’iniziativa si svolgerà il giorno successivo alla Giornata della Memoria, dedicata al ricordo della Shoah e dello sterminio della popolazione ebraica nei campi di concentramento nazisti. Proprio la collocazione temporale dell’evento e il suo impianto tematico hanno sollevato critiche e polemiche, inserendosi in un dibattito che negli ultimi anni ha visto emergere iniziative analoghe in diverse città italiane, accomunate dall’accostamento tra Auschwitz e Gaza. Secondo i critici, la scelta di collocare un reading su Gaza immediatamente dopo la Giornata della Memoria non rappresenta un gesto di solidarietà verso la popolazione civile palestinese, ma rischia di configurarsi come una sovrapposizione simbolica impropria, che finisce per negare la specificità storica della Shoah. L’accostamento tra Auschwitz e Gaza, sostengono, svuota il significato storico dello sterminio degli ebrei, trasformandolo in una metafora generica e strumentale. Un’operazione che, sempre secondo le posizioni critiche, non sarebbe casuale: la scelta della data e dei contenuti rientrerebbe in una narrazione che tende a trasferire una responsabilità collettiva su un popolo, utilizzando categorie storiche e morali nate per descrivere un evento unico come la Shoah. Il riferimento richiama inoltre un precedente avvenuto a Pontedera l’8 febbraio dello scorso anno, quando un evento organizzato a ridosso della Giornata del Ricordo aveva suscitato analoghe contestazioni per l’accostamento di memorie storiche diverse e per l’uso politico del calendario commemorativo. Anche quest’anno, dunque, la coincidenza tra le date e il titolo “Biografie dal genocidio” viene letta dai detrattori come un tentativo di attribuire allo Stato e al popolo ebraico una responsabilità diretta nel cosiddetto “genocidio” di Gaza, ritenuto da molti un uso improprio e ideologico di un termine giuridico e storico preciso. Un dibattito che si preannuncia destinato a proseguire, riaccendendo la discussione sul confine tra libertà di espressione, memoria storica e responsabilità istituzionale nella gestione delle ricorrenze civili.”, conclude il comunicato stampa.
Last modified: Gennaio 27, 2026

















