SAN PIERO A GRADO – Il Pisa si prepara ad affrontare una delle sfide più complesse di questo finale di stagione. La trasferta contro il Como, infatti, si presenta tutt’altro che semplice: i lombardi occupano attualmente il quarto posto in classifica e sono pienamente in corsa per un piazzamento in Champions League.
di Sandro Cacciamano
La squadra lariana arriva a questo appuntamento in grande condizione, forte di un rendimento che la rende la formazione più in forma del campionato nelle ultime cinque giornate. Il successo contro la Roma ne è la dimostrazione: dopo lo svantaggio iniziale su rigore, il Como ha saputo ribaltare il risultato nella ripresa con le reti di Douvikas e Carlos, sfruttando anche l’espulsione di Wesley. Una vittoria che ha permesso ai lombardi di consolidare la propria posizione, portandosi anche davanti
alla Juventus. In questo contesto, il Pisa è chiamato a una vera e propria impresa, ma prima di tutto ad una prova di maturità. Portare via almeno un punto diventa fondamentale per restare agganciati alla corsa salvezza. Tuttavia, le difficoltà non mancano, soprattutto per quanto riguarda le scelte di formazione. Mister Hiljemark dovrà infatti fare i conti con diverse assenze pesanti. A centrocampo mancheranno Marin, fermo per un infortunio al collaterale sinistro, e Aebischer, squalificato per somma di ammonizioni. In cabina di regia e nelle rotazioni, sarà quindi necessario affidarsi a Hojholt, giocatore di fiducia del tecnico, oltre a Piccinini e Loyola, con quest’ultimo candidato a trovare spazio. Non va dimenticato che Loyola è stato convocato dalla nazionale cilena e sarà indisponibile a breve per gli impegni internazionali di fine mese. Tra le alternative resta anche Akinsanmiro, apparso in crescita nell’ultima uscita e possibile soluzione a gara in corso. Ma è soprattutto nel reparto offensivo che emergono le maggiori criticità. L’assenza di Durosinmi, fermato per due giornate di squalifica dopo l’episodio contro Mina, costringe il Pisa a ridisegnare completamente il proprio attacco. Il tecnico dovrà quindi affidarsi a Meister e Stojilkovic come riferimenti centrali, in un reparto che perde fisicità e profondità. A supporto, però, arrivano segnali incoraggianti: Tramoni sembra in netta ripresa, mentre Moreo sta vivendo un buon momento di forma e potrebbe rivelarsi determinante nel creare spazi e soluzioni offensive. La squadra intanto continua a lavorare a San Piero a Grado: sarà decisiva la settimana di allenamenti per definire le scelte finali. Contro un Como così lanciato servirà una prestazione attenta, concreta e soprattutto equilibrata.
L’assenza di Durosinmi pesa in maniera evidente nell’economia offensiva del Pisa. Senza un riferimento fisico in grado di far salire la squadra e attaccare la profondità, il rischio è quello di perdere incisività negli ultimi metri. Hiljemark dovrà trovare soluzioni alternative, puntando su maggiore mobilità e sugli inserimenti dei trequartisti, ma servirà anche una crescita in termini di concretezza sotto porta. In partite come questa, dove le occasioni saranno inevitabilmente limitate, la capacità di sfruttarle diventa determinante. Senza il proprio terminale offensivo principale, il Pisa è chiamato a reinventarsi, trasformando una difficoltà in un’opportunità per trovare nuove soluzioni.
Last modified: Marzo 18, 2026
















