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Peccioli, una scuola come ecosistema: allo studio 27mila metri quadrati di verde

Il Comune affida a PNAT, spin-off dell’Università di Firenze guidato da Stefano Mancuso, lo studio per le aree verdi del nuovo Villaggio Scolastico e un parco urbano

PECCIOLI – Alberi, acqua, biodiversità e architettura dentro un unico progetto: il nuovo Villaggio Scolastico di Peccioli punta a diventare un ecosistema, con spazi verdi pensati per gli studenti e per la comunità.

Il Comune ha affidato a PNAT lo studio di fattibilità e la verifica delle alternative progettuali per la sistemazione delle aree interne ed esterne al polo. L’intervento allo studio riguarda circa 27mila metri quadrati, comprendendo il verde della scuola, le aree esterne, il collegamento a sud e un nuovo parco urbano.

PNAT è uno spin-off dell’Università di Firenze, fondato nel 2014 sotto la guida del professor Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale. Il suo approccio integra la conoscenza scientifica delle piante nella progettazione degli edifici e degli spazi urbani.

Il verde sarà quindi parte del funzionamento del complesso: lo studio dovrà individuare soluzioni per migliorare il microclima, aumentare la copertura arborea e la biodiversità, favorire la permeabilità del terreno e gestire l’acqua in modo sostenibile, creando luoghi accessibili e fruibili.

Il percorso prosegue la linea già seguita con il recupero del Bosco dei Frati, attraverso interventi locali capaci di rispondere concretamente anche alle sfide del cambiamento climatico.

«Di fronte a problemi che hanno una dimensione globale, non possiamo pensare che la risposta debba arrivare soltanto dalle grandi strategie internazionali», sottolinea l’amministrazione comunale. «Per questo crediamo nella forza dei tanti piccoli rimedi e nella possibilità di intervenire concretamente sui luoghi nei quali viviamo».

«Ora vogliamo fare un passo ulteriore: pensare la scuola come un ecosistema, nel quale alberi, acqua, suolo, biodiversità, architettura e persone siano parte dello stesso progetto», aggiunge il Comune.

L’incarico riguarda la prima fase di studio. Le successive fasi di progettazione saranno avviate dopo l’approvazione dello studio di fattibilità e quando saranno disponibili le risorse necessarie.

Stefano Mancuso
Last modified: Settembre 30, 2026
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