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Il significato politico e sociale dell’affresco di Ambrogio Lorenzetti alla RSA Madonna del Rosario

ORENTANO – “La Dottrina Sociale della Chiesa è un criterio per giudicare le cose di questo mondo”, con queste parole Mons. Giovanni Paccosi, vescovo di San Miniato (PI) ha concluso l’incontro dedicato alla descrizione e al commento del significato politico e sociale dell’affresco di Ambrogio Lorenzetti che si trova nel Palazzo pubblico di Siena.

di Andrea Bartelloni

L’incontro si è svolto lunedì 27 aprile nel salone principale della RSA Madonna del Rosario a Orentano e organizzato dal centro di Dottrina Sociale della Chiesa “Maria Mater Ecclesiae”. Gli affreschi senesi del Buongoverno e del Malgoverno sono esempio di come il conseguimento del bene comune o il suo contrario abbiano effetti sulla società nel suo complesso, prototipo di Dottrina Sociale della Chiesa.

Mons. Paccosi ha iniziato con la descrizione, attraverso anche le immagini proiettate, dell’affresco del buon governo e della lezione che ci lascia: “una civiltà che nel cristianesimo trova nella giustizia le fondamenta per costruire il bene comune, il bene di tutti” e si fonda sull’Incarnazione. Descrizione efficace che ha portato a comprendere come gli effetti del buon governo si manifestino in tutti gli ambiti della vita cittadina e anche sulle campagne che la circondano. Ma l’effetto più importante del buon governo è la pace.

Dal bene comune che è fondato sulla giustizia deriva la concordia sociale che come una corda lega gli uomini e va a formare lo scettro del governante ben rappresentato nella figura centrale dell’affresco principale. Il tutto sovrastato e accompagnato dalle virtù: le tre teologali (fede, speranza e carità) e le cardinali (prudenza, fortezza, giustizia e temperanza), ma il Lorenzetti ne aggiunge altre due: la pace e la magnanimità. Tutte le virtù sono protette dai soldati. E gli effetti del buon governo si vedono: sulla città, con gli splendidi colori delle facciate delle case, con le attività commerciali, la vita quotidiana; nella campagna con la raccolta del grano, gli animali pronti per la caccia. Tre pareti della sala sono occupate da questi affreschi, mentre uno soltanto per la descrizione del Malgoverno. Al posto del governante in trono, una figura diabolica che rappresenta la tirannia che è sovrastata da: avarizia, vanagloria e superbia e che poggia su crudeltà, tradimento, frode, furore, divisione e guerra.

Con la stessa corda che “lega” la giustizia e gli effetti sono: guerre, rapine, tradimenti e inganni. La città sembra abbandonata, senza colori e mercati, solo i fabbricanti di armi lavorano; l’effetto si vede anche sulle campagne, desolate e abbandonate. Mons. Paccosi ha ricordato come ordine e armonia debbano governare l’azione politica riferendo il pensiero di San Tommaso D’Aquino e anche quello di Dante Alighieri. E in conclusione, ribadendo l’importanza della Dottrina Sociale della Chiesa che attraverso la verità orienta la nostra azione e giudica la realtà alla luce della verità sull’uomo: “è proposta di un criterio con cui giudicare le cose”.

Last modified: Maggio 5, 2026
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