TIRRENIA – “I bambini ci ascoltano e comprendono, anche quando sembrano troppo piccoli per capire”. È questo il messaggio più importante lasciato dal prof. Carlo Valerio Bellieni, associato di Pediatria e Neonatologia all’Università di Siena durante il terzo incontro della rassegna di Marenia “Dialoghi d’autore” che si è svolto lunedì 21 luglio dove Bellieni è stato invitato a presentare il suo ultimo libro I primi mille giorni d’oro. Puericultura per i genitori e per chi cura i bambini (Ancora, 2024).
Dopo le presentazioni di Massimo Trocchi che, per la Libreria Pellegrini ha curato la manifestazione voluta dall’assessore alle attività produttive e al Turismo Paolo Pesciatini, Andrea Bartelloni ha introdotto la serata e lasciato la parola alla dott.ssa Francesca Querci, medico di medicina generale che ha dialogato con l’autore sui temi più importanti del libro.
“Perché “mille giorni” e come, una mamma che lavora, può essere una “buona mamma” dedicando il tempo necessario ai suoi figli?” ha aperto la discussione la Querci. Bellieni ha spiegato come già dall’interno del grembo materno il feto assorbe l’ambiente che lo circonda, non solo si nutre, ma sente le voci, sente le condizioni della mamma, i movimenti e tutte queste cose contribuiscono al suo sviluppo. E quando nasce tutto questo si amplifica. È una vera e propria spugna che in ogni suo atteggiamento dimostra la volontà di ricerca di attenzioni. Bellieni ha stigmatizzato l’uso di strumenti elettronici per distrarre il bambino che piange o è irrequieto: “quando piange ci manda un messaggio: vuole la nostra attenzione. Ci cerca come quando giochiamo con lui a nascondino ed è felice di ritrovarci. Vuole giocare con noi, non vuole un surrogato della nostra compagnia”. Certo che oggi la vita moderna ci impone dei ritmi che ci portano a dedicare sempre meno tempo ai nostri figli, ma dobbiamo riuscire lo stesso ad essere presenti il più possibile: “parlare con loro, leggere le favole, giocare”. In questo modo riusciremo a farli sentire accettati, voluti, amati e “non si sentiranno come un optional che viene dopo cose più importanti. Di questo i figli se ne accorgono e li distrugge, vengono su generazioni di ragazzi che si sentono non accettati e quindi non accettano sé stessi”.
“Tutti i bambini in questo periodo, in questi ultimi decenni, soffrono di questa mancanza di punti di riferimento sociali e familiari che portano ad avere dei ragazzi sbandati, che cercano aiuto psicologico e che sono senza speranza. La caratteristica di questi anni è vedere ragazzi senza speranza ed è una cosa orrenda”. Ma si può fare qualcosa cominciando proprio dal prendere consapevolezza del fatto che fin da subito il bambino vuole attenzione e vuole il nostro tempo per crescere bene. Molte le domande da parte del numeroso pubblico che ha partecipato con attenzione alla serata.
La rassegna di Marenia-Dialoghi d’autore si concluderà martedì 29 luglio con Francesco Borgonovo, vicedirettore del quotidiano La Verità, che presenterà il suo libro Aretè. La decadenza e il coraggio (Liberilibri 2025). Dialogherà con l’autore il giornalista Michele Taddei.
Last modified: Luglio 22, 2025
















