PISA – Il dibattito locale sul gioco d’azzardo si misura ancora in sale, slot e sportelli d’ascolto. Il
riordino nazionale del gioco a distanza, però, ha spostato una parte del problema su un terreno dove
i confini comunali non contano: lo smartphone. Per un pisano che gioca da casa la distanza da una
scuola o da un bar è irrilevante, e la sola domanda utile è un’altra.
Il decreto legislativo 41 del 2024 ha riordinato il solo gioco online e ha lasciato fuori la rete fisica, che
resta in attesa di una disciplina propria. Per la raccolta a distanza è seguita una gara: 52 concessioni
assegnate a 46 operatori, secondo l’elenco pubblicato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli il 17
settembre 2025. Da novembre 2025, riferisce la stampa di settore, ogni concessionario può gestire
un solo sito. Il perimetro, dunque, si è stretto: chi opera online in Italia lo fa con una concessione
ADM e risponde ai suoi controlli, il resto è fuori mercato.
È qui che il territorio diventa un lettore, più che un regolatore. Un regolamento comunale può
intervenire su una sala di quartiere, ma non può dire a un residente se un sito sia in regola, e per
questo chi cerca siti di casinò online con licenza ADM deve ripartire da criteri verificabili: assistenza in
italiano, strumenti di autoesclusione, regole chiare sui limiti di spesa. Un sito di comparazione come
Online-Casinos.com aiuta a confrontare questi requisiti. Nessun confronto, però, toglie il rischio, ed è
per questo che l’autoesclusione resta il primo presidio per chi sente di perdere il controllo. Funziona
tramite il registro unico gestito da ADM: chi la chiede blocca il proprio accesso su tutti i siti con
concessione per il periodo scelto.
Sul fronte locale il confronto è quello emerso a novembre dalla Commissione sociale sul contrasto al
gioco d’azzardo. Il capogruppo de La città delle persone, Paolo Martinelli, ha lamentato che
l’amministrazione non avesse presentato «un quadro chiaro delle iniziative in corso», limitandosi a
percorsi scolastici e all’apertura di nuovi sportelli di ascolto. Sono rilievi dell’opposizione, ma indicano
dove si concentra il lavoro del Comune: prevenzione e ascolto, non il canale online.
Il canale online, però, a Pisa pesa. Nel 2023 sui canali telematici sono stati spesi 73.237.246,12 euro
per i giochi di abilità, contro 5.960.783,50 euro per il Lotto, secondo i dati dell’Agenzia delle dogane
riportati da La Nazione il 10 gennaio 2025. Alla stessa intervista i ricercatori del Cnr di Pisa spiegano
che sul gioco fisico la situazione cittadina non è critica, mentre è «allarmante il costante aumento dei
giocatori fra i giovani e giovanissimi», sempre più spesso a cavallo tra gaming e scommesse.
La risposta strutturata, per ora, è sul versante sanitario. Società della Salute Pisana e Servizio
dipendenze dell’Ausl Toscana nord ovest hanno avviato il progetto Gio(care) senza Azzar(dare),
finanziato dalla Regione con 152.447 euro per ampliare la rete di interventi contro il gioco d’azzardo
patologico nella Zona Pisana. Il quadro regionale, secondo Toscana Notizie, è il piano 2024-2026, che
mette a disposizione 7.891.000 euro per prevenzione e cura: risorse destinate ai servizi sul territorio,
non al controllo dei siti, che resta una competenza nazionale.
Chi sente di aver perso il controllo, o un familiare che teme per un congiunto, può chiamare il
Telefono Verde 800 558 822, il servizio nazionale dedicato al gioco d’azzardo, oppure rivolgersi al
Serd di Pisa. Il gioco è un’attività per soli maggiorenni.




















