PISA – “Sono vicino alle lavoratrici e ai lavoratori della Dumarey, oggi in sciopero e in corteo per difendere il proprio posto di lavoro e il futuro di un presidio industriale strategico per tutto il territorio pisano. La decisione di lasciare a casa 35 persone dal 31 luglio deve essere immediatamente ritirata“. Lo dichiara Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.
“Quello che sta accadendo è ancora più grave perché l’azienda, soltanto pochi mesi fa, aveva sottoscritto con le organizzazioni sindacali e la Regione Toscana un accordo per salvaguardare i 93 lavoratori in staff leasing, garantendo il ricorso agli ammortizzatori sociali fino alla fine del 2026. Un cambio nei vertici o nelle strategie aziendali non può cancellare con un colpo di spugna gli impegni assunti davanti ai lavoratori e alle istituzioni“.
“Non siamo davanti a una vertenza marginale. Negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado sono coinvolti oltre 800 lavoratrici e lavoratori, con altrettante famiglie che chiedono certezze. È in discussione il futuro di un intero polo produttivo e di un settore, quello della componentistica automotive, che deve essere accompagnato nella transizione tecnologica con investimenti e una vera prospettiva industriale, non con licenziamenti e precarietà“
“Dumarey, inoltre, ha beneficiato di importanti finanziamenti pubblici nazionali, regionali ed europei destinati alla ricerca, all’innovazione e agli investimenti industriali. Quelle risorse non sono assegni in bianco: devono produrre sviluppo, rilancio produttivo e buona occupazione. Non è accettabile ricevere il sostegno della collettività e poi scaricare sui lavoratori il costo delle difficoltà e delle scelte aziendali“.
“La regola deve essere semplice e non negoziabile: gli accordi si rispettano, i finanziamenti pubblici devono tutelare il lavoro e la transizione industriale non può essere pagata dalle persone più precarie. I 35 licenziamenti devono essere fermati e deve essere garantito il futuro di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti“.
Last modified: Luglio 21, 2026



















