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Daniele De Rossi: “Il Pisa è una squadra viva ed in salute”

PISA – Alla vigilia della gara dell’Arena Anconetani fra Pisa e Genoa, in programma domenica 19 aprile, alle ore 18, ha parlato in conferenza stampa il tecnico genoano Daniele De Rossi. Queste le sue dichiarazioni che abbiamo estrapolato dal portale “Genova 24”.

       di Maurizio Ficeli 

Sul Pisa che all’andata fu il primo avversario del 2026: “L’abbiamo incontrato dopo tre sconfitte con Roma Atalanta e Inter, eravamo partiti bene poi è uscita la loro fisicità. Sono ancora una squadra viva”.

Il Genoa dovrà reinventare il centrocampo viste le assenze di Ellertsson, Frendrup e Malinovskyi: per Amorim e Masini un’occasione di partire dall’inizio. “Entrambi hanno le loro caratteristiche e qualità − dice De Rossi − ho cercato di inserirli a seconda delle strategie di gara. Masini lo butti dentro anche quando le cose vanno male e ne esce qualcosa. Amorim ha bisogno di giocare perché vuole farsi vedere. Lui ha gambetta, intensità, qualità. Ha avuto il primo buongiorno del calcio italiano a Milano contro l’Inter, ma a parte i primi cinque minuti ha fatto una buona partita.Il brasiliano, spiega mister De Rossi, è cresciuto: “Intanto fisicamente. Lui è venuto con grande entusiasmo e brillantezza, ma era in difficoltà a tenere i ritmi di allenamento e gara. Ce l’ha detto che ogni allenamento qui era come una gara. Ha avuto un contraccolpo metodologico. Poi deve cercare di non confondere la sua abilità con la leggerezza di poter rischiare. Lui è uno di quelli che quando ha l’uomo addosso la pressione non la sente.

La mancanza di Ellertsson può essere sottovalutata rispetto a quella di Frendrup e Malinovskyi, ma De Rossi spiega perché invece sia così fondamentale: “È sottovalutatissimo, è forte, fa la fortuna di ogni allenatore perché ha fatto qualsiasi ruolo possibile immaginabile. L’anno prossimo pensiamo di alzare i numeri: fare una stagione del genere ma con 5 gol e 5 assist. Lui si sacrifica è disponibile, è veloce, è resistente. Anche con Marcandalli è la stessa cosa: non si può pensare che vada da zero a cento subito”.

Note positive ancora dagli attaccanti nelle ultime partite: “Sono contentissimo del mio reparto, anche se hanno quasi sempre giocato Colombo e Vitinha. Gli altri sono sempre entrati, li ho buttati dentro dal primo minuto in partite delicatissime e continuerò a farlo perché posso scegliere a occhi chiusi e faccio la partita. Poi ovvio che se voglio fare partita nello spazio e in velocità Ekhator ed Ekuban sono avvantaggiati, mentre Vitinha serve quando si fa più palleggio, Colombo in area è il più forte di tutti e riprenderà a segnare molto presto”.

Discorso Nazionale: “Io mi sento benissimo in mezzo ai giocatori, in questa città e in questa squadra. Ora è il momento di parlare di quello che dobbiamo raggiungere, la salvezza, e finire il campionato nella maniera migliore. Io sono ambizioso, ma nel senso di migliorare quello che abbiamo fatto quest’anno, tornare a sognare. Io non ho mai iniziato e finito una stagione, non per colpa mia forse. La fretta non esiste, sono uno abbastanza abitudinario, c’è bisogno poi di parlarci e di capire che direzione prendiamo”.

Rispetto al Pisa di Gilardino : “Può dare questa impressione, ma poi abbiamo guardato i numeri e non è così. Il Pisa è una squadra viva: al 58° col Torino ha avuto l’occasione con due giocatori di andare in vantaggio; è una squadra in salute che è inferiore a Roma e Como e quindi ha avuto sconfitte importanti, ma con altre squadre è stata in partita sino all’ultimo. Con noi ha forse l’ultima opportunità di pensare a fare un’impresa. Sono stato contento della vittoria contro il Verona perché ho visto squadra matura, ossia non rischio, non creo tantissimo e quando creo faccio gol. Sarà una partita così, spero. Il.Pisa è una squadra con meno possesso palla della Serie A, ma avere palla noi è può essere un rischio da prendere con pinze”.

Last modified: Aprile 18, 2026
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