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Dal mare alla neve: Alice Pazzaglia, la ragazza pisana, che ha imparato a volare sugli sci: “Super orgogliosa, ora punto alle Olimpiadi, la Brignone per me è il top”

PISA – A Pisa non nevica quasi mai. Ci sono il mare, la Torre che pende e l’Arno che scorre lento. Eppure è proprio da qui, lontano dalle montagne e dalle piste imbiancate, che è iniziato il viaggio di Alice Pazzaglia, sciatrice, classe 2002, pisana doc di San Giuliano Terme, tesserata nel Centro Sportivo Esercito.

di Antonio Tognoli

Un cammino fatto di chilometri all’alba, sacrifici familiari e sogni coltivati con tenacia, guardando in televisione, chi quello sport lo viveva già ai massimi livelli. Tra tutte, un modello su cui fissare lo sguardo: Federica Brignone. Oggi Alice, non è più solo una ragazza che osserva i “mostri sacri” dello sci, ma una sciatrice che si è guadagnata il suo spazio, capace di trasformare l’ammirazione in ispirazione e l’ispirazione in risultati, con l’obiettivo di spingersi sempre più in alto, fino alle vette che contano davvero. Nel week-end scorso ha realizzato una fantastica doppietta nella Coppa Europa Femminile, a Chamonix, sulla “Verte des Houches” e adesso è in fuga nella classifica generale di Coppa Europa con 190 punti su un’altra azzurra che ha firmato un tris in stagione, ma nella velocità, ovvero Sara Allemand, con il terzo trionfo, il secondo consecutivo nello Slalom, dove ora comanda pure a livello di graduatoria di specialità, avendo sorpassato Giulia Valleriani che la precedeva di 15 punti.

Pisanews ha voluto condividere con lei questa vittoria e dopo le due gare vinte, Alice ha parlato al nostro portale, raccontandoci le emozioni, la vittoria, il sogno raggiunto, con uno sguardo al futuro.

Quanto è stato difficile da pisana iniziare la carriera nello sci alpino?

Non è stato facile, venendo da Pisa. i miei genitori si sono dovuti “smazzare” nel seguirmi ed accompagnarmi alle gare nel mio primo periodo e macinare diversi chilometri. Ho sentito molto la differenze rispetto a chi era del settore e come si dice mangiava “pane e neve” ogni giorno“.

C’è stato un momento in cui hai capito che lo sci sarebbe diventato qualcosa di importante per te?

Il mio passaggio nell’Esercito e quindi al mondo professionistico, ha cambiato la mia vita e mi ha realizzato. Da lì le cose sono cambiate in meglio“.

Chi ti ha sostenuto di più nella tua carriera?

I miei genitori sono stati i miei primi fans. Anzi approfitto per ringraziare papà Marco e mamma Ilaria per tuttociò che sono riusciti a darmi e tutt’ora mi stanno dando. Ringrazio il preparatore atletico Clelia Bagnasacco e i miei allenatori Moschini e Grigoletto“.

Se non fossi diventata sciatrice, che strada avresti scelto?

Sicuramente avrei intrapreso qualche altro sport, forse il tennis. Nel frattempo però mi dedico anche allo studio

Qual’è stata la gara che ti ha dato più emozioni?

E’ stata la mia prima top ten in Coppa Europa e le due vittorie ottenute in questi giorni a Chamonix

Che cosa hai provato al debutto in Coppa del Mondo?

Ho provato una grande emozione. L’anno scorso al Sestriere è stato pazzesco. Trovarsi di fronte e confrontarsi con i mostri sacri dello sci europeo, che fino a quel momento avevo visto solo in tv è stato davvero un’emozione forte“.

Slalom o gigante: in quale di queste due specialità ti senti più forte?

Strano ma vero, ma mi sento più forte in slalom, anche se i risultati migliori li ho ottenuti in Gigante. Ti confesso che mi sento più slalomista“.

Quanto conta l’aspetto mentale nello sci alpino di alto livello?

Conta tantissimo ed è tutto. Partire con la giusta convinzione di può dare la spinta decisiva e fare come si dice “il bello ed il cattivo tempo“.

Hai un modello o un campione da cui prendi spunto?

Il mio modello è sicuramente Federica Brignone. Per me è il top. Guardo i suoi video sia a livello professionale e seguo molto i suoi consigli e il suo stile di vita. La ringrazio perché l’altro giorno era a vedere la mia gara“.

Che cosa ti ha detto a fine gara?

Mi ha salutato e mi ha fatto i complimenti per la mia prestazione. Niente di particolare. E’ una ragazza molto semplice“.

Qual’é la tua giornata tipo durante la stagione agonistica nel periodo di gare importanti?

Ci svegliamo verso le cinque e mezza, facciamo una mezzora di riscaldamento, poi colazione e subito in pista a provare gli slalom e le discese in pista libera. Facciamo una breve ricognizione e quando affrontiamo le gare facciamo le due manche. Dopo le gare il ritorno in albergo è previsto dopo le interviste con i media quindi verso le 16 e poi dopo un’oretta andiamo a prepararci in palestra, se il giorno dopo c’è un’altra gara. E’ una giornata molto lunga e faticosa, che però dà grandi soddisfazioni“.

Che significato ha per te essere la prima sciatrice pisana in nazionale?

Dà una super emozione e come ho già detto gli scogli da superare sono tanti. Io però sono super orgogliosa di essere pisana e di rappresentare la mia città. L’unico rammarico è quello di non vivere molto Pisa, vengo a casa poco, ma quando lo faccio è una cosa che mi rigenera parecchio“.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve termine?

Sicuramente quella di vincere la classifica “Overall” di Coppa e arrivare nella Top 15 e nelle prime tre classificate dello Slalom e del Gigante”.

Hai un sogno nel cassetto?

Il sogno nel cassetto sono senza dubbio le Olimpiadi. Spero di arrivarci“.

Hai un messaggio per i giovani che vogliono inseguire un sogno sportivo?

Dico loro di divertirsi prima di tutto. Se hanno un sogno però devono perseguirlo senza la paura di osare, mettendo via il telefono uscendo di casa“.

Last modified: Gennaio 27, 2026
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