PISA – La Casa di Cura San Rossore di Pisa si dota della nuova TC NAEOTOM Alpha Pro, sistema di tomografia computerizzata photon counting che consente di ottenere immagini ad altissima definizione, effettuare esami più rapidi e ridurre la dose di radiazioni e la quantità di mezzo di contrasto.
La nuova apparecchiatura è stata presentata nel corso di una conferenza stampa aperta dall’amministratore delegato della Casa di Cura, Andrea Madonna, alla presenza del sindaco di Pisa Michele Conti.
«Quando la mia famiglia decise di acquisire la Casa di Cura San Rossore nel 2004 era consapevole di trovarsi di fronte a una riconosciuta eccellenza medica nazionale e internazionale – ha dichiarato Madonna –. Il nostro impegno è stato quello di proseguire con importanti investimenti in risorse, organizzazione e strumentazioni all’avanguardia».
«La medicina è oggi orientata alla prevenzione e alla riduzione di ogni possibile disagio per il paziente – ha proseguito –. L’acquisizione della TC NAEOTOM Alpha Pro ci permette di mettere a disposizione dei medici una tecnologia diagnostica avanzata e di offrire ai pazienti esami rapidi, precisi e con una minore esposizione alle radiazioni. La nostra missione sarà sempre quella di investire nella salute».
Madonna ha inoltre richiamato l’importanza della collaborazione tra sanità pubblica e privata: «Nel 2004 era ancora possibile un dialogo reale con il sistema pubblico, che oggi purtroppo non trova più le stesse condizioni. Lo dico con rammarico, perché resto convinto che quella sia la strada giusta per il futuro della sanità, a beneficio dei pazienti e dell’intero territorio».
Il sindaco Michele Conti ha sottolineato il valore dell’investimento per il sistema sanitario cittadino. «Pisa può contare su un sistema sanitario e scientifico di altissimo livello, costruito sulla presenza dell’Azienda ospedaliero-universitaria, dell’Università e delle Scuole di eccellenza, dei centri di ricerca, della rete sanitaria pubblica territoriale e di strutture private qualificate come la Casa di Cura San Rossore».
«L’arrivo di una tecnologia diagnostica così avanzata – ha aggiunto Conti – rappresenta un investimento importante del Gruppo Madonna e conferma il livello di eccellenza della struttura. L’innovazione viene messa concretamente al servizio dei medici e soprattutto dei pazienti, per garantire una sanità sempre più avanzata e una migliore qualità delle cure».

Le caratteristiche della nuova stazione diagnostica sono state illustrate, in dialogo con il direttore sanitario Giovanni Gravina, da Alessandro Paolicchi, responsabile della Radiodiagnostica della Casa di Cura San Rossore, e da Emanuele Neri, direttore della Scuola di specializzazione in Radiodiagnostica dell’Università di Pisa.
Il cuore della TC è un rivelatore capace di contare ogni singolo fotone e misurarne l’energia. La tecnologia permette di produrre immagini con una risoluzione fino a 0,2 millimetri e di acquisire informazioni sulla composizione dei tessuti non ottenibili con le apparecchiature tradizionali. L’attività diagnostica può essere estesa a tutti gli organi.
Paolicchi ha evidenziato la rapidità degli esami, la minore dose di radiazioni ionizzanti e il ridotto impiego di mezzo di contrasto. Caratteristiche che rendono la nuova TC particolarmente indicata per i pazienti sottoposti a controlli ripetuti, come nei follow-up oncologici e cardiologici o in presenza di malattie sistemiche. Il sistema consente inoltre al radiologo di analizzare più dettagliatamente le diverse parti del corpo, facilitando l’individuazione delle patologie.
«La TC photon counting rappresenta un nuovo paradigma della diagnostica per immagini e consente di “vedere oltre il visibile” – ha spiegato Neri –. Grazie all’elevatissima risoluzione spaziale e temporale permette di riconoscere con maggiore accuratezza, rispetto alla tecnologia standard, dettagli anatomici e condizioni patologiche».
«Le ricadute di questa nuova tecnologia – ha concluso – avranno un impatto sulla diagnosi e sulla cura dei pazienti, ma anche sul progresso scientifico e sulla formazione delle nuove generazioni di medici radiologi».





















