Una lupa uccisa a colpi di arma da fuoco e un cucciolo trovato morto a poca distanza. L’associazione chiede indagini approfondite, sporge denuncia ed evidenzia una pericolosa escalation di violenza contro una specie protetta, proprio mentre la Regione Toscana apre un corso dove, tra i requisiti di accesso, c’è il possesso del porto d’armi per uso caccia. “È una scelta che ribalta completamente la logica della gestione faunistica”, dichiara Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection
PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di LNDC Animal Protection.
Due lupi morti nel giro di pochi giorni, a pochi chilometri di distanza nella provincia di Pisa. Una lupa è stata uccisa con colpi d’arma da fuoco nella zona del Paduletto, nel Comune di Vecchiano. Ad Arena Metato è stato invece trovato il corpo di un cucciolo, ma le cause della sua morte sono ancora da accertare. LNDC Animal Protection ha presentato denuncia contro ignoti e chiede di verificare se i due episodi siano collegati.
Secondo le prime ricostruzioni riferite dall’associazione, la lupa non sarebbe morta sul colpo, ma dopo alcune ore. La carcassa è stata trasferita all’Istituto Zooprofilattico per gli accertamenti. Sul ritrovamento del cucciolo, LNDC invita a non trarre conclusioni prima dell’esito delle verifiche, chiedendo però che le indagini riguardino entrambi gli animali.
«Siamo di fronte a fatti di una gravità enorme», dichiara Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection. «L’uccisione di una lupa rappresenta un danno gravissimo non solo per il singolo animale, ma per l’intero branco e per la sopravvivenza dei cuccioli che da lei dipendono». L’associazione chiede ai Carabinieri Forestali e alla Procura di raccogliere ogni elemento utile per individuare chi ha sparato e chiarire la morte del cucciolo.
LNDC interviene anche sul corso della Regione Toscana per formare gli “Operatori dei grandi carnivori”, le cui iscrizioni sono aperte fino al 5 ottobre per le province di Arezzo, Firenze, Grosseto e Massa Carrara. L’associazione contesta in particolare il rilievo che, a suo giudizio, viene dato al possesso del porto d’armi per uso caccia tra i requisiti di accesso e riferisce di aver scritto al presidente della Regione per chiedere il ritiro dell’iniziativa. La Regione indica che il corso è tenuto dal personale della Task Force Lupo e prevede, per ottenere l’abilitazione, anche una prova pratica di maneggio dell’arma e di tiro. regione.toscana.it
«Chiediamo che venga fatta piena luce su entrambi gli episodi», conclude Rosati.
FOTO DI ARCHIVIO.
Last modified: Settembre 28, 2026



















