PONTEDERA – La Società della Salute Alta Val di Cecina Valdera ha approvato il nuovo Piano integrato di salute, lo strumento che orienterà le politiche sanitarie e sociali del territorio nei prossimi anni. Il documento è stato votato all’unanimità il 28 febbraio dai soci del consorzio, formato dall’Azienda USL Toscana nord ovest e dai Comuni dell’area.
Il Piano nasce dall’analisi dei bisogni della popolazione e fissa le priorità in materia di salute, inclusione e organizzazione dei servizi. Tra gli obiettivi principali figurano la promozione della prevenzione, il contrasto alle disuguaglianze, il sostegno alla genitorialità e al benessere di bambini e adolescenti, l’attenzione alle persone con disabilità e alla salute mentale, oltre al rafforzamento delle reti territoriali. Il tutto in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche.
Il percorso di elaborazione si è svolto tra novembre 2025 e gennaio 2026 e ha coinvolto istituzioni, operatori, associazioni e rappresentanti della comunità, con l’obiettivo di costruire risposte condivise e coordinate.
Il 2026 rappresenta un passaggio chiave anche per la conclusione dei progetti finanziati dal PNRR e per l’attuazione della riforma della sanità territoriale. Al centro del nuovo assetto ci saranno le Case della Comunità, pensate come punto unico di accesso ai servizi sanitari, sociali e sociosanitari, favorendo il lavoro in équipe e la continuità tra ospedale e territorio, con particolare attenzione all’assistenza domiciliare per anziani e persone fragili.
Sul fronte dell’inclusione proseguono le azioni rivolte ad anziani soli, famiglie in difficoltà e persone con disabilità, insieme ai percorsi di inserimento socio-lavorativo e ai progetti contro la marginalità, come Stazione di Posta e Housing First.
«Il Piano integrato di salute consente di condividere obiettivi e risorse tra Azienda USL, Comuni e realtà del territorio – sottolinea la direttrice della SDS Michela Profeti – programmando interventi che affrontano non solo la malattia, ma anche i fattori sociali che incidono sulla salute, come isolamento, disagio abitativo e povertà, in coerenza con la pianificazione regionale».
Last modified: Marzo 3, 2026
















