PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Enrico Bruni, in merito all’appello delle personalità della cultura sul progetto di realizzazione del parcheggio nel Vallo del Giardino Scotto e alle recenti dichiarazioni del gruppo consiliare di FDI.
“Le parole del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia liquidano con sarcasmo un appello che rappresenta, invece, un fatto rilevante per la nostra città. Le oltre cento firme provenienti dal mondo della cultura, dell’università e delle professioni esprimono una parte autorevole della cittadinanza che mette competenze e reputazione a difesa di un bene comune. Il vallo del Giardino Scotto non è stato liberato dalle auto per un vezzo “radical chic”, come la destra vorrebbe far credere, ma al termine di un percorso lungo quasi vent’anni. Fu con la giunta di Piero Floriani che si iniziò a mettere in discussione l’uso improprio delle aree monumentali come parcheggi. L’obiettivo era chiaro: sottrarre il fossato della Fortezza al degrado e restituirlo alla città come spazio verde e culturale. Si è trattato di un processo di riqualificazione importante, che non può essere vanificato oggi. Se negli ultimi anni non si è fatto abbastanza per valorizzare e far vivere quello spazio, la risposta non può essere cancellare il lavoro svolto, ma rafforzarlo con politiche di cura, manutenzione e presidio. La proposta di trasformare nuovamente il fossato in un parcheggio esteso per decine di posti auto, proprio sotto il camminamento storico, si fonda su un presupposto sbagliato: che questa scelta possa contrastare il degrado. Un parcheggio genera flussi brevi e intermittenti: si arriva, si scende dall’auto, si riparte. Nelle ore serali o nei momenti di scarsa affluenza, resta uno spazio poco vissuto, con zone d’ombra che non aumentano il controllo sociale. Al contrario, l’alternanza tra pieno e vuoto può favorire proprio le dinamiche che si dichiara di voler combattere. Il degrado e lo spaccio si contrastano con interventi strutturali: illuminazione adeguata, cura costante, manutenzione, pattugliamenti mirati, presenza stabile di attività culturali, sociali e commerciali. Servono politiche capaci di generare frequentazione quotidiana e presidio diffuso, non soluzioni superficiali. Le criticità che oggi si registrano nel vallo sono le stesse che da anni interessano via Cattaneo: il segnale evidente di un’area urbana che necessita di una strategia complessiva. Pensare di risolvere problemi complessi con un parcheggio significa intervenire sugli effetti, non sulle cause. Occorrono invece azioni coordinate: rivitalizzazione economica attraverso incentivi alle attività di prossimità, programmazione stabile di eventi culturali e sociali, creazione di spazi attrattivi per famiglie e studenti, presidio costante e adeguamento della viabilità. Negli ultimi anni, infatti, la mobilità non si è adattata ai cambiamenti della città, generando squilibri tra traffico, sosta e qualità dello spazio pubblico. Le oltre cento firme dell’appello ricordano un principio fondamentale: il vallo è tutelato da vincoli monumentali e paesaggistici e la sua natura è storica e ambientale, non funzionale alla sosta. Non si tratta di nostalgia, ma di coerenza con una visione di città moderna, sostenibile e attenta al proprio patrimonio. Riportare le auto sotto le mura significherebbe cancellare un percorso di riqualificazione. Pisa ha bisogno di andare avanti, non di tornare al secolo scorso.”, conclude il comunicato stampa.
Last modified: Febbraio 23, 2026
















