PISA – Molti lo conoscono – da un anno e qualche mese, dalla fine del 2024 quando è stato tenuto a battesimo – come il numero unico per chiamare la guardia medica o contare comunque su un professionista della continuità assistenziale la sera e la notte oppure nel fine settimana e nei giorni festivi, quando il proprio medico di famiglia non è disponibile.
Il 116117 è però di più e ancora di più diventerà nel tempo: un servizio per un consulto medico su emergenze sanitarie non urgenti a cui rivolgersi anche di giorno, grazie all’utilizzo di medici del ruolo unico regionale (ovvero di medici di famiglie con meno di millecinquecento assistiti che scelgono di destinare parte delle ore a questo servizio) e uno sportello telefonico per informazioni ed esigenze non solo di carattere sanitario ma anche sociale.
L’invito dell’assessora al diritto alla salute Monia Monni, che nel pomeriggio ha visitato la centrale unica toscana dell’116117 ospitata all’ospedale Palagi a Firenze, è dunque ad utilizzare ancora di più questa opportunità e farlo bene: contattando per le sole emergenze urgenti il 112 e per le emergenze non urgenti l’116117, in modo appropriato e senza distogliere risorse – medici e ambulanze – fondamentali per chi ha davvero ha bisogno.
I toscani stanno comunque imparando: le chiamate al 112 (per la parte che riguarda il 118, ovvero le emergenze sanitarie) sono diminuite dell’8 per cento in questo scorcio di inverno rispetto agli stessi mesi del 2024 e 2025 e sono aumentate, nell’identico periodo, quelle all’116117, da 58 mila a 97 mila. “E’ un servizio in forte crescita – ribadisce l’assessora – . E’ il numero che riguarda l’assistenza territoriale e tutto ciò che non è urgente e che può trovare risposte sul territorio”. “Sarà un numero ancora più importante – aggiunge – nel momento in cui riusciremo ad attivare un numero consistente di case delle comunità perché sarà ancora più semplice indirizzare i cittadini verso i servizi territoriali e quindi indicare percorsi di cura e di soluzione alle loro problematiche appropriati”. Dall’116117 passano anche servizi come la guardia medica pediatrica e i teleconsulti di secondo livello.
Nel 2005 il numero è stato digitato 802.049 volte, con picchi nel periodo natalizio di 18 mila chiamate al giorno come spiegano il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari e il responsabile della centrale Alessio Lubrani, che accompagnano nella visita l’assessora. “Faremo di tutto – conclude Monni – per implementare ulteriormente questo servizio”.
Il numero chiaramente è raggiungibile sia da telefono fisso che da cellulare. I quasi duecento operatori esperti che si alternano nelle sale, contigue, del 112 e del 116117 rispondono mediamente entro due minuti e alcune chiamate si risolvono con le sole indicazioni e consigli degli operatori. Altrimenti subentra il medico di continuità assistenziale. Nel caso che la chiamata arrivi da cittadini non italiani o che hanno difficoltà a parlare in italiano traduttori sono in grado di interloquire e fare da ponte in venti lingue diverse: in inglese, spagnolo, tedesco e francese, ma anche in polacco, portoghese, rumeno, serbo e croato, ma anche in albanese, cinese, arabo, bengalese, cingalese, hindi, punjabi, russo, ucraino, tigrino e urdu.
“L’Azienda sanitaria – spiega il direttore generale della Asl Toscana centro, Valerio Mari – ha svolto un ruolo diretto e strategico nell’attivazione del servizio che viene erogato all’interno del nuovo modulo della centrale regionale, curando l’organizzazione e la gestione della fase di transizione del servizio di continuità assistenziale”. “Abbiamo garantito – prosegue – il coordinamento di operatori adeguatamente formati e di medici qualificati, assicurando il funzionamento del numero unico per le cure non urgenti”. “Attraverso questo servizio – sottolinea ancora Mari – non viene fornita esclusivamente la continuità assistenziale ma anche un’attività strutturata di informazione e orientamento sul territorio, con indicazioni su medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e altri servizi territoriali, oltre che pareri e supporto per bisogni sanitari a bassa intensità”.
Last modified: Febbraio 4, 2026

















