VOLTERRA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Coalizione Volterra Civica.
“Il sindaco Santi ha annunciato di aver scritto al Governo per chiedere chiarimenti sul definanziamento del progetto di fibra ottica nell’ambito della revisione del PNRR e del Piano Italia 1 Giga. Un’iniziativa che, secondo i critici, rischia però di spostare l’attenzione dal nodo centrale della vicenda. La banda ultra-larga, infatti, non segue un rapporto diretto tra Comune e Governo, ma un percorso tecnico che coinvolge Infratel, gli operatori e soprattutto la Regione, chiamata a un ruolo decisivo nella gestione territoriale, nella rimodulazione delle priorità e nell’accesso a eventuali fondi alternativi al PNRR. Nel Piano Italia 1 Giga – viene sottolineato – non vengono premiati i territori più bisognosi, ma quelli in grado di garantire tempi certi. I contesti più complessi, come quello di Volterra, rischiano quindi di essere penalizzati se non difesi con forza a livello regionale, su impulso dell’Amministrazione comunale. Proprio su questo punto viene chiesto un esame critico della situazione locale. Volterra è un territorio fortemente vincolato dalla Soprintendenza, caratterizzato da scavi complessi e procedure autorizzative articolate. Una complessità che avrebbe richiesto negli anni una regia politica e tecnica più solida, capace di coordinare Comune, enti preposti e operatori. Emblematico, secondo i critici, il caso della zona di Porta a Selci, dove sono stati necessari cinque anni per predisporre la fibra misto rame e dove, a distanza di sette anni, il servizio risulta ancora non pienamente attivo. Un esempio di come ritardi e mancanza di coordinamento abbiano prodotto risultati incompleti. Oggi tutti i Comuni della Valdicecina risultano più avanti di Volterra, nonostante quest’ultima fosse inizialmente Comune capofila. Un arretramento che, viene osservato, incide anche sulla credibilità del territorio agli occhi degli operatori, che investono dove trovano interlocutori chiari, continuità amministrativa e capacità di accompagnare i progetti. Nel 2026 la connettività è considerata un diritto fondamentale, ma – viene sottolineato – «i diritti si difendono con strategia, presidio dei livelli decisionali corretti e atti concreti, non con comunicati dell’ultimo momento». Anche perché i ritardi del Piano Italia 1 Giga e i rischi legati alle scadenze PNRR erano noti da tempo. Resta infine aperta una possibile alternativa: il Piano Nazionale della Connettività, pensato per recuperare i territori esclusi o penalizzati. Una possibilità che, secondo i critici, potrà essere colta solo con un’Amministrazione capace di esercitare un ruolo più deciso e strutturato.“, conclude il comunicato stampa.
Last modified: Gennaio 19, 2026

















