PISA – “I numeri e le parole snocciolate dall’assessore Monni ci fanno capire che siamo riusciti a toccare un nervo scoperto della sanità toscana. Chiederemo che l’assessore faccia una audizione specifica in Commissione Sanità“.
“Monni fa riferimento a dei dati che necessitano di essere interpretati nel modo corretto e non solo per strumentalizzare la questione. L’assessore parla di prestazioni tra le ore 18 e le ore 24 dal lunedì al venerdì senza specificare che teoricamente i presidi dovrebbero rimanere aperti fino alle ore 20, vorremmo sapere quali e quante visite, quante operazioni e quante prestazioni diagnostiche vengono attualmente erogate dopo le 20 e anche in quali Asl. Dopodiché l’assessore si riferisce alle prestazioni del sabato, tralasciando il fatto che il sabato mattina è sempre dedicato al recupero degli interventi, anche in questo caso vorremmo sapere specificatamente quali e quante ulteriori prestazioni siano state erogate nella giornata del sabato e in quali Asl. Infine, ciliegina sulla torta, Monni dice che la domenica sono assicurate ‘prestazioni ambulatoriali in urgenza’, e noi aggiungiamo che ci mancherebbe altro! Comprendiamo che l’assessore debba ancora masticare la materia, ma scambiare le prestazioni programmate con quelle d’urgenza è piuttosto grave anche per una neofita.

“Inoltre le facciamo presente che ci sono alcune Asl, come la Nord Ovest, dove risulterebbero addirittura ridotte all’osso le prestazioni aggiuntive ‘canoniche’. Se per l’assessore va tutto bene e la Toscana sta già facendo abbastanza per abbattere le liste d’attesa, abbia il coraggio di chiedere ai toscani se è così, ci risulta che molti cittadini non si siano accorti di questo imponente sforzo da parte della Regione. La verità è che nel corso del 2025, fino a giugno, le prestazioni aggiuntive, mirate non solo al “recupero” delle liste di attesa, ma anche non di rado utilizzate per il normale funzionamento dei reparti, sono state assicurate in Toscana “a macchia di leopardo” soprattutto negli orari serali e talvolta il sabato pomeriggio. Da giugno in poi, ed ancora più clamorosamente da settembre il numero di queste prestazioni è vertiginosamente calato a causa di una riduzione dei finanziamenti dedicati. Da rilevare anche che ogni Area Vasta si è comportata come meglio credeva, senza che fossero adottati criteri omogenei in Regione. Dal 2026 se nulla cambia si navigherà a vista anche perché il messaggio che sta arrivando alle Direzioni Generali parla di riduzione dei fondi. Noi la aspettiamo in Commissione per parlare di questo importante tema e riteniamo che anche la Toscana debba fare come altri Regioni italiane, così come suggerito dal ministro Schillaci, erogando in modo organico – e non sporadico – le prestazioni anche in orario serale e nel fine settimana, il nostro obiettivo è esaurire le prestazioni programmare”, concludono Petrucci e Tucci.
Last modified: Gennaio 15, 2026

















