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Scuola, Nardini sui dati OCSE-PISA 2025: “Il futuro del Paese passa da investimenti strutturali”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’ assessora regionale all’istruzione di Regione Toscana Alessandra Nardini in merito al rapporto OCSE-Pisa 2025 sulla scuola italiana.

L’assessora regionale all’istruzione: «La scuola italiana tiene grazie all’impegno di chi ci lavora, ma preoccupano i divari, l’isolamento degli studenti e l’uso inconsapevole dell’intelligenza artificiale»

«I dati del rapporto OCSE-PISA 2025 sulla scuola italiana devono essere letti con serietà. È positivo che, in una fase di arretramento internazionale, il nostro sistema scolastico tenga meglio di altri su alcuni fronti: resta intorno alla media OCSE, nella lettura supera Francia e Germania e nelle scienze recupera terreno. Questo conferma che la scuola pubblica italiana è un patrimonio enorme, che resiste nonostante decenni di tagli e le attuali politiche sbagliate del Governo Meloni, alle quali come Regione ci siamo opposti e continueremo a opporci».

Lo dichiara l’assessora all’istruzione della Regione Toscana, Alessandra Nardini, commentando i risultati del rapporto OCSE-PISA 2025.

«Non possiamo però accontentarci – prosegue Nardini – perché il rapporto evidenzia anche che, nell’ultimo decennio, alcune aree di apprendimento si sono indebolite, soprattutto in matematica e nelle competenze digitali, sulle quali pesano forti divari sociali e territoriali».

A preoccupare l’assessora sono anche gli elevati livelli di assenza dalle lezioni e il senso di estraneità manifestato da molti giovani: «Circa una studentessa o uno studente su quattro si sente estraneo o escluso a scuola. È un dato drammatico. Se ragazze e ragazzi non si sentono parte di una comunità, la scuola perde una delle sue funzioni fondamentali e aumenta quell’isolamento che rappresenta già un problema enorme tra adolescenti».

Nardini richiama inoltre l’attenzione sul rapporto sempre più stretto tra studenti e intelligenza artificiale: «Un quindicenne su due utilizza ogni settimana strumenti basati su chatbot. Il rischio è che diventino una scorciatoia permanente: riassunti al posto della lettura, risposte al posto delle domande e testi prodotti senza comprenderne realmente i contenuti. Tutto questo può determinare meno concentrazione e spirito critico e una maggiore dipendenza da strumenti poco trasparenti».

Secondo l’assessora non servono divieti o slogan, ma un percorso educativo che coinvolga studenti, docenti e famiglie: «Dobbiamo promuovere un uso informato e consapevole dell’intelligenza artificiale, considerando sia le opportunità per la didattica sia i rischi derivanti dall’utilizzo incontrollato da parte dei minori».

«La destra di Meloni e Valditara taglia risorse e impone l’accorpamento delle scuole. Noi sosteniamo l’opposto: se la scuola pubblica regge è grazie all’impegno straordinario di chi vi lavora, spesso in condizioni precarie e difficili, e deve quindi essere finanziata e sostenuta».

«Servono più tempo scuola, laboratori e competenze digitali; investimenti nell’edilizia scolastica e nella formazione dei docenti; un adeguato riconoscimento del loro ruolo; politiche che garantiscano realmente l’inclusione e un orientamento capace di accompagnare ragazze e ragazzi verso scelte libere e consapevoli. Dobbiamo inoltre costruire vere comunità educanti nei territori, mettendo in rete scuole, istituzioni, famiglie e associazioni».

«Meno propaganda e più investimenti strutturali – conclude Nardini –: il futuro del Paese passa dalla scuola».

FOTO DI ARCHIVIO.

Last modified: Settembre 8, 2026
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