CASCINA – «Ancora una volta ci troviamo di fronte a documenti presentati come puramente tecnici, quasi inevitabili, quando invece rappresentano alcune delle scelte più politiche che un’Amministrazione possa compiere. Parlare di rifiuti significa parlare della qualità della vita dei cittadini, del decoro del territorio e soprattutto di quanto ogni famiglia è chiamata a pagare attraverso la TARI.» Così Elena Meini, Consigliere comunale della Lega a Cascina, interviene dopo la discussione sul Piano Annuale delle Attività Comunali e sul Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti.
«Nel Piano delle Attività troviamo una descrizione dettagliata di mezzi, percorsi, frequenze e modalità di raccolta. Un lavoro tecnico accurato, ma manca completamente la parte più importante: la visione politica. Non si spiegano gli obiettivi che l’Amministrazione intende raggiungere, non vengono indicati risultati misurabili, non si individuano le criticità da superare e non esiste un vero cronoprogramma di miglioramento del servizio.»
«Da anni i cittadini segnalano abbandoni di rifiuti, problemi nello spazzamento, aree poco curate e difficoltà che interessano soprattutto le frazioni. Era lecito aspettarsi un piano che indicasse come affrontare concretamente queste criticità. Invece ci troviamo davanti alla fotografia dell’esistente, senza un reale salto di qualità.»
Meini pone anche una questione più ampia, che supera i confini comunali. Non possiamo continuare a discutere del servizio rifiuti senza affrontare il quadro politico regionale. La Regione Toscana ha compiuto precise scelte attraverso il Piano regionale dei rifiuti, gli ATO, RetiAmbiente e le società interamente a capitale pubblico che governano il sistema. Sono decisioni che incidono direttamente anche sui cittadini di Cascina. In queste settimane assistiamo a un dibattito sempre più acceso. ATO Toscana Centro ha approvato il raddoppio dei volumi di smaltimento del termovalorizzatore di Montale, il Piano Economico Finanziario è stato approvato tra forti tensioni e perfino forze politiche tradizionalmente vicine alla maggioranza regionale, come Casa Riformista, denunciano il rischio che la provincia di Pisa continui a essere considerata la discarica della Toscana. Anche il Movimento 5 Stelle e Zero Waste esprimono forti contrarietà su alcune scelte impiantistiche. Eppure su uno dei temi più delicati, quello dell’ossicombustore, continuiamo a non conoscere quale sia la posizione dell’Amministrazione comunale di Cascina. È un silenzio che pesa e che i cittadini meritano di vedere chiarito.»
Sul Piano Economico Finanziario, Meini evidenzia un dato preciso: “Dietro pagine di formule, coefficienti ARERA e richiami normativi emerge una realtà molto semplice: le entrate tariffarie continuano ad aumentare, passando da circa 9,6 milioni di euro nel 2026 a oltre 10,5 milioni nel 2029. Aumenta nuovamente la TARI questa è l’unica verità. La domanda è una sola: in cambio di questi aumenti, quale miglioramento concreto riceveranno i cittadini? Nel documento non troviamo indicatori facilmente comprensibili, né obiettivi misurabili che consentano di verificare se l’aumento della TARI corrisponderà a un servizio migliore. Il piano prevede ogni anno oltre mezzo milione di euro derivante dal recupero dell’evasione TARI. È legittimo chiedersi se una parte di queste risorse non possa essere utilizzata per alleggerire il peso della tariffa sulle famiglie e sulle imprese che pagano regolarmente.“
“Noi contestiamo un metodo di governo, non ci si assume le responsabilità politica, non si chiede alla regione di intervenire, si vota come il partito dice senza pensare ai cittadini,ci si rifugia dietro la tecnica per evitare il confronto politico. La trasparenza non significa pubblicare documenti complessi e incomprensibili. Significa spiegare ai cittadini perché pagano di più, quali servizi miglioreranno e quali risultati si intendono raggiungere. La gestione dei rifiuti non può ridursi a una sommatoria di formule e coefficienti. Serve una visione politica chiara, servono responsabilità e serve il coraggio di assumersi le proprie scelte davanti ai cittadini. Oggi, purtroppo, tutto questo continua a mancare.“, conclude Elena Meini.
Last modified: Agosto 1, 2026



















