PISA – I consiglieri comunali de La Città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica intervengono dopo la discussione su Bilancio e variazioni al Documento Unico di Programmazione, in cui hanno presentato una serie di atti “concreti, realizzabili e pensati per affrontare problemi reali della città.
“Abbiamo chiesto di investire sulla scuola, sui servizi per l’infanzia e sulla qualità della vita dei cittadini: più posti nido e meno liste d’attesa, un piano per adattare le scuole ai cambiamenti climatici e proteggerle dalle ondate di calore, regole chiare sugli affitti brevi e strade scolastiche più sicure per bambine, bambini e famiglie”, dichiarano Martinelli, Lacroce e Modica. “Sono proposte serie: rafforzare personale e organizzazione dei servizi educativi, mappare cortili, giardini e microclima degli edifici scolastici, costruire un regolamento comunale sulle locazioni turistiche per tutelare il diritto all’abitare, estendere le strade scolastiche e promuovere mobilità sostenibile intorno ai plessi”. La maggioranza del sindaco Conti ha scelto di bocciarle tutte. “Ha detto no a più posti nido. No a scuole più sicure, verdi e resilienti. No a una regolamentazione degli affitti brevi. No a città più sicure intorno alle scuole. È un atteggiamento grave, perché non si respingono così proposte che parlano di famiglie, infanzia, salute, casa e sicurezza solo perché arrivano dall’opposizione”. Concludono: “Questa è la loro idea di governo della città: chiudere la porta anche davanti a proposte di buon senso. La nostra è diversa: investire sulle persone, sulle famiglie e sul futuro di Pisa.
Nelle nostre dichiarazioni di voto in Aula, poi, abbiamo posto tre punti per noi fondamentali:
1 – Trasparenza democratica: chiedere al Consiglio di votare stanziamenti senza conoscere le reali destinazioni svuota il confronto democratico. I documenti richiesti non sono arrivati, costringendoci a una protesta formale a Prefetta e Segretaria: una prassi ormai inaccettabile.
2- Equilibri di bilancio: bene i 13,3 milioni per opere pubbliche, ma preoccupa l’uso dell’avanzo: su 21,2 milioni applicati, 7,9 finiscono in spesa corrente, di cui 3,3 solo per riequilibrare il bilancio.
3 – Programmazione: usare risorse straordinarie per spese ordinarie è una scelta fragile. Serve una programmazione solida, per evitare domani tagli ai servizi o nuove pressioni fiscali. Avanzi di bilancio così importanti ripetuti di anno in anno sottraggono finanziamento ad interventi strutturali, come assunzione di nuovo personale, a favore di interventi una tantum”.




















