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Pressione fiscale resta tra le più alte d’Europa: Pieragnoli (Confcommercio Pisa): “Meno tasse e meno burocrazia fondamentali per sostenere le imprese”

PISA – “La pressione fiscale nel nostro Paese resta purtroppo tra le più alte d’Europa: un livello di tassazione così elevato sottrae risorse preziose agli investimenti, riduce l’orizzonte di crescita delle imprese e ne limita la capacità di programmare il futuro”. Esprime tutta la sua preoccupazione il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli in seguito ai dati della Cgia di Mestre che per il 2026 attestano al 42,9% la pressione fiscale in Italia.

Un dato che non ci fa dormire sonni tranquilli, anche perché le stime per il 2027 indicano un aumento fino al 43,2%. La pressione fiscale è salita in 60 anni dal 25,3% al 42,2%, comprimendo investimenti e sviluppo e portando il nostro Paese in quella che ormai è una vera e propria “Fiscocrazia”, ovvero un’eccesso di tasse e burocrazia che continuano ad assorbire tempo, energie e risorse economiche, aggravando ulteriormente il costo di fare impresa“.

Quando le imprese sono costrette a destinare una quota così rilevante delle proprie risorse al fisco e agli adempimenti amministrativi, diminuiscono gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e formazione. Si riduce anche la propensione al rischio imprenditoriale, elemento indispensabile per creare nuove opportunità di lavoro, attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo economico“.

Tra le priorità l’associazione di via Chiassatello indica “un percorso di riduzione della pressione fiscale e lo snellimento di una burocrazia purtroppo sempre macchinosa, ormai non più rinviabili da parte del Governo. A questi devono necessariamente seguire misure che permettano alle amministrazioni comunali di mettere in campo interventi in grado di garantire la sostenibilità economica delle attività, come deducibilità sui costi di affitto, abbattimento delle aliquote fiscali, drastica riduzione delle imposte locali, come Imu, Tari, Cosap, oltre a incentivi per le nuove aperture e sgravi per quelle esistenti, sostegni per l’imprenditoria giovanile e le imprese femminili. In estrema sintesi chiediamo meno ostacoli e più incentivi. Non possiamo più permettere che la burocrazia soffochi la voglia di fare impresa”.

Last modified: Giugno 30, 2026
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