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“Non mi gioco il futuro”: presentati a Peccioli i risultati del progetto sul gioco d’azzardo patologico 

PECCIOLI- Si è svolto questa mattina, presso l’Incubatore d’impresa di Peccioli, l’evento conclusivo del progetto “Non mi gioco il futuro”, finanziato dal Piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo, promosso dalla Società della salute Alta Val di Cecina- Valdera, in collaborazione con i Servizi dipendenze di Pontedera e Volterra e realizzato dagli enti del terzo settore Arnera, Il Cammino e Alioth.

L’incontro è stato l’occasione per presentare i risultati delle attività svolte nel corso del progetto: la mappatura del fenomeno sul territorio, gli interventi nelle scuole, il lavoro realizzato nella Casa di reclusione di Volterra, gli eventi pubblici di informazione e sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza e le attività di prossimità attivate attraverso gli sportelli di Pontedera, Ponsacco e Volterra.

Dopo i saluti istituzionali di Anna Dainelli, vice sindaca di Peccioli, Marta MiliantiMarco Moncini Alessandra Mariotti (del servizio dipendenze dell’AUSL Toscana nord ovest) hanno illustrato gli aspetti clinici dell’azzardo, le modalità di presa in carico e le strategie di prevenzione, con particolare attenzione ai giovani e ai fattori di rischio che possono favorire l’insorgere della dipendenza.Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Luigi Franchini e a Carla Colleoni dell’Educazione e promozione della salute dell’Asl, per la collaborazione sviluppata negli interventi rivolti alle scuole, che ha consentito di integrare competenze educative e sanitarie nei percorsi di prevenzione.

Successivamente, Simone Sacco del CNR, ha presentato i dati epidemiologici relativi alla Valdera e all’Alta Val di Cecina, offrendo una fotografia aggiornata del fenomeno sul territorio.

Alessia Gallerini (Arnèra) ed Elena Caciagli (Cooperativa Il Cammino) hanno quindi illustrato il percorso progettuale realizzato, soffermandosi sulle diverse linee di intervento, sui risultati raggiunti e sulle prospettive future, evidenziando il valore del lavoro di rete costruito tra servizi sanitari, scuole, enti locali e terzo settore.

La parte finale della mattinata è stata dedicata all’esperienza della Casa di reclusione di Volterra. Di grande rilievo la presenza di Sandro Libianchi, esperto di livello nazionale nel campo della salute in carcere, il cui intervento ha offerto una prospettiva ampia e autorevole sul rapporto tra dipendenze, detenzione e politiche di salute pubblica. A seguire, David Simoni (Arnèra) ha presentato le attività realizzate all’interno della struttura, rivolte a una popolazione particolarmente vulnerabile e spesso difficilmente raggiungibile dagli interventi di prevenzione.

L’iniziativa si è conclusa con la presentazione delle prospettive di sviluppo del progetto, che proseguirà con una nuova fase di attività finalizzata a consolidare le azioni avviate e a rafforzare ulteriormente la rete territoriale.

Last modified: Giugno 25, 2026
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