Written by 11:21 am Pisa, Attualità

Un ecosistema vivente in 6 centimetri: nasce il più piccolo sistema biorigenerativo per lo spazio

PISA- Un microecosistema vivente racchiuso in soli sei centimetri per lato e integrato in un microsatellite: è il risultato di uno studio pubblicato su Acta Astronautica che descrive uno dei più piccoli e avanzati Bioregenerative Life Support Systems (BLSS) mai realizzati per applicazioni spaziali.

La ricerca rientra nel progetto PRIN COSMIC ed è coordinata da Donato Romano, professore associato all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. Primo autore dello studio è Marco Griffa. Alla ricerca ha contribuito anche il Gran Sasso Science Institute, con Adriano Di Giovanni, insieme ad altri partner nazionali e internazionali.

Il sistema, integrato in un CubeSat da 1U, sfrutta organismi viventi e processi naturali per la produzione e il riciclo di risorse essenziali come ossigeno e anidride carbonica, rappresentando allo stato dell’arte il più piccolo sistema biorigenerativo mai concepito per lo spazio.

Il microhabitat ospita piante, piccoli artropodi del suolo, acqua e substrato ed è monitorato da sensori miniaturizzati che controllano parametri ambientali e biologici. Durante i test a Terra, il sistema ha operato in completo isolamento per quattro mesi, dimostrando la capacità di autoregolare i livelli di CO₂ e mantenere un equilibrio dinamico.

Simulazioni dedicate hanno inoltre confermato la resistenza del microecosistema alle condizioni tipiche delle missioni spaziali, come vibrazioni di lancio e ambiente orbitale, aprendo la strada all’uso di microecosistemi bioibridi come laboratori scientifici in orbita bassa.

Oltre al supporto vitale, il sistema potrebbe essere impiegato come biosensore spaziale per studiare gli effetti di radiazioni, microgravità e campo magnetico sugli organismi viventi. Le ricadute dello studio si estendono anche alla Terra, offrendo nuovi spunti per la gestione sostenibile delle risorse e lo sviluppo di tecnologie bio-ispirate.

«L’integrazione controllata tra processi biologici e tecnologici è strategica per il futuro delle infrastrutture spaziali», sottolinea Donato Romano.

Last modified: Gennaio 16, 2026
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