Written by 1:07 pm Pisa, Politica

Spiagge libere a Calambrone, Bruni (Pd): “Persa l’occasione di restituire alla città due tratti di costa”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere comunale Enrico Bruni (PD), sulla situazione delle spiagge libere nel litorale pisano e sulla proposta, bocciata dalla maggioranza di destra, di destinare le aree ex Salinas ed ex Immobiliare Cecilia a spiagge libere attrezzate.

La difficoltà di trovare lungo il litorale spiagge libere, accessibili e dotate dei servizi essenziali riporta al centro del dibattito la gestione dell’arenile di Calambrone. A intervenire è il consigliere comunale del Partito Democratico Enrico Bruni, che ricorda la proposta presentata nel 2024 dopo la decadenza delle concessioni dell’ex Salinas e dell’area dell’ex Immobiliare Cecilia.

«Proponemmo di trasformare quei due tratti di arenile in nuove spiagge libere attrezzate», ricorda Bruni. La richiesta, contenuta in un ordine del giorno, prevedeva un bando pubblico semplificato e urgente per affidarne temporaneamente la gestione, seguendo il modello già sperimentato con l’ex American Beach.

Il progetto prevedeva servizi di salvamento, pulizia e custodia, oltre alla garanzia dell’accessibilità, della tutela ambientale e della più ampia quota possibile di spiaggia effettivamente libera. «Una soluzione capace di coniugare l’uso sociale e la cura di un bene pubblico», sottolinea.

Il Piano di utilizzazione degli arenili del Comune stabilisce che almeno il 10% delle spiagge di Calambrone rimanga libero. Secondo il Pd, la proposta avrebbe consentito di dare una risposta immediata a questa esigenza, evitando allo stesso tempo che strutture e aree inutilizzate fossero lasciate in stato di abbandono.

«La destra scelse invece di bocciare il nostro ordine del giorno senza aprire una vera discussione – attacca Bruni– perdendo così l’occasione di restituire due porzioni di costa alla città, alle famiglie, ai giovani e a chi non può permettersi ogni giorno i costi di uno stabilimento balneare».

«L’accesso al mare non dovrebbe essere un privilegio – conclude Bruni–. Le spiagge sono un bene comune e l’amministrazione comunale ha il dovere di difenderne la fruibilità pubblica».

FOTO DI ARCHIVIO.

Last modified: Luglio 30, 2026
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