Written by 1:43 pm Pisa, Politica

Piano operativo di Pisa, la Regione smonta il POC della destra. Mazzeo: “Dalle osservazioni emerge un Piano senza numeri certi, carente sulle valutazioni ambientali e senza attenzione alla sostenibilità urbana”

“Conti si fermi e lo riscriva: la Pisa del futuro deve essere diversa”

PISA – “La Regione Toscana ha trasmesso al Comune di Pisa le osservazioni al Piano operativo adottato dall’amministrazione Conti e il risultato è semplice: quel Piano viene smontato punto per punto“. Così il vicepresidente del Consiglio Regionale, Antonio Mazzeo, commenta il documento che qualche giorno fa è stato recapitato a Palazzo Gambacorti.

Le osservazioni trasmesse al Comune non riguardano dettagli formali, ma investono l’intero impianto del POC – spiega Mazzeo – SI parla di dimensionamenti delle nuove costruzioni, consumo di suolo, mancata attenzione alla sostenibilità ambientale oltreché a problematiche che emergono in tema di viabilità, sicurezza, qualità paesaggistica e adeguatezza delle infrastrutture“.

Nel dettaglio, gli uffici regionali chiedono al Comune “di chiarire quanto si potrà effettivamente costruire, area per area e per ciascuna destinazione d’uso”. Contestano il ricorso a indici edificatori generici, chiedono schede specifiche per ogni intervento e rilevano criticità sull’accessibilità dei nuovi lotti, sulla tenuta della viabilità e sulla densità edilizia prevista in diverse zone, comprese alcune aree vicine all’Arno“.

Il giudizio ambientale è ancora più pesante: “In assenza di un dimensionamento complessivo definito, la Regione afferma che non è possibile valutare gli effetti del Piano sul consumo di suolo e sulla capacità del territorio di sostenere le nuove trasformazioni – prosegue Mazzeo – Mancano inoltre approfondimenti adeguati su acqua, fognature, depurazione, rischi climatici, alluvioni improvvise, siccità e intrusione salina lungo la costa“.

Rilievi sostanziali arrivano anche sulle infrastrutture. La Regione chiede studi di traffico per valutare gli effetti delle nuove previsioni sulla SR 206 e sulla FiPiLi e richiama il tema della sicurezza dei ponti sulla 206, uno dei quali classificato con un livello di attenzione alto.

In sintesi – chiude Mazzeo – le osservazioni regionali certificano quello che diciamo da tempo: questo Piano, così com’è, non regge perché non chiarisce quanto si costruirà e quali conseguenze avranno le nuove previsioni su quartieri, ambiente, traffico e servizi. Conti si fermi e apra una revisione vera del Piano perché la Pisa del futuro ha bisogno di una direzione diversa: rigenerazione urbana, servizi di prossimità, spazi di socialità, più alberi, più ombra e un piano che preveda in maniera certa e concreta la riduzione di cemento e di isole di calore. Una città dei quindici minuti, che toglie l’asfalto con il depaving e che sia capace di migliorare la vita nei quartieri invece di aggiungere cubature, strade e parcheggi. Il verde è un’infrastruttura climatica e sanitaria. La stessa Regione chiede più superfici permeabili e alberature per contrastare le isole di calore“.

Last modified: Luglio 14, 2026
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