PECCIOLI – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Legambiente Valdera.
Legambiente Valdera interviene nel dibattito sull’ossicombustore di Peccioli e sul futuro assetto della gestione dei rifiuti nell’Ato Costa, criticando le posizioni espresse nei giorni scorsi dal sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, e chiedendo ai sindaci soci di Retiambiente e alla Regione Toscana una valutazione attenta prima di procedere con ulteriori passaggi autorizzativi e industriali.
Al centro della presa di posizione ci sono due questioni: da un lato la proposta di rafforzare il ruolo di Retiambiente come unico soggetto deputato alla gestione della politica dei rifiuti nell’Ato Costa; dall’altro il progetto dell’impianto di ossicombustione da 170mila tonnellate annue, promosso da Novatosc, società costituita per l’85% da Belvedere.
“Nei giorni scorsi il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, è stato molto presente sulla stampa, sui quotidiani online, sulle tv e sulle radio locali – afferma Legambiente Valdera –. La sua ultima proposta è quella di eliminare tutte le società operative per la gestione dei rifiuti, facendo di Retiambiente l’unico soggetto deputato a gestire la politica dei rifiuti dell’Ato Costa, di cui, guarda caso, è presidente”.
Secondo l’associazione ambientalista, da questa prospettiva resterebbe comunque fuori “ben salda al proprio posto” la società Belvedere di Peccioli, public company di cui il Comune è il maggiore azionista.
Legambiente contesta poi il progetto dell’ossicombustore, sostenendo che l’impianto sarebbe sovradimensionato rispetto alle esigenze dell’Ato Costa e che non rappresenterebbe una reale chiusura del ciclo dei rifiuti.
“Non c’è ancora alcun altro impianto esistente di quel tipo e di quelle dimensioni in Europa – sostiene l’associazione – ma solo il piccolo prototipo di Gioia del Colle, da 4mila-5mila tonnellate annue, che ha avuto anche una chiusura anticipata. Inoltre, le cosiddette perline vetrificate non sono nell’elenco europeo dell’economia circolare: quindi il ciclo non si chiude affatto”.
Per Legambiente Valdera, il via libera arrivato dalla conferenza dei servizi rappresenta un passaggio significativo, ma non sufficiente a dissipare i dubbi sul progetto.
“Si tratta di un impianto nettamente sovradimensionato per l’Ato Costa – prosegue l’associazione –. La volontà sembra quella di approvvigionarsi di rifiuti anche dal resto della Regione Toscana e di continuare a fare della Valdera e della provincia di Pisa la pattumiera della Toscana, che già smaltisce oltre la metà dei rifiuti della Regione”.
Il prossimo passaggio indicato dall’associazione è l’assemblea di Retiambiente, chiamata il 29 giugno ad approvare il Piano industriale che prevederebbe la presa in carico dell’ossicombustore. Legambiente critica anche il fatto che, nel dibattito pubblico, sia stato richiamato l’incendio alla Delca di Lugnano per sostenere l’accelerazione dell’iter.
“Ricordiamo che l’impianto di ossicombustione flameless è promosso da Novatosc, costituita per l’85% da Belvedere, e che Retiambiente dovrebbe entrare in Novatosc con il 34% delle quote societarie – sottolinea Legambiente –. Ciò significa che parte dei circa 130 milioni di euro di costo e il rischio d’impresa dell’impianto si redistribuirebbero sulla collettività, ovvero su tutti i 100 Comuni soci di Retiambiente e quindi sui cittadini dell’Ato Costa”.
Da qui l’appello ai sindaci.
“Ci auguriamo che i sindaci dei Comuni soci di Retiambiente valutino attentamente questa eventualità prima di dare il via, a cuor leggero, a un impianto che non ha alle spalle esempi già realizzati in precedenza e che sicuramente graverebbe poi sui costi collettivi, probabilmente proprio a partire dalla Tari”.
Legambiente Valdera replica poi alle dichiarazioni di Macelloni nei confronti di chi ha espresso critiche o perplessità sul progetto, dal consigliere regionale Federico Eligi al Comune di Capannori, ricordato dall’associazione come realtà virtuosa per i livelli di raccolta differenziata.
“Macelloni ha criticato il consigliere regionale Federico Eligi, che ha votato contro la proroga dell’autorizzazione inter-ambito che consente di continuare a portare i rifiuti dell’area fiorentina a Peccioli – afferma Legambiente –. Ha poi polemizzato con il sindaco di Pisa e dissentito dal Comune di Capannori, che è un Comune virtuoso con l’88% di raccolta differenziata, mentre Peccioli è fermo da anni intorno al 35%”.
L’associazione respinge inoltre le affermazioni secondo cui Legambiente sarebbe critica verso Belvedere perché non riceverebbe contributi dalla società.
“È vero che Belvedere non dà e non ha mai dato contributi a Legambiente Valdera – precisa Legambiente – ma semplicemente perché nessuno del nostro circolo glieli ha mai chiesti. E non li chiediamo nemmeno agli altri gestori di rifiuti, proprio per non avere alcun tipo di conflitto d’interessi”.
Legambiente ricorda quindi il proprio impegno su più fronti ambientali del territorio: dall’opposizione al raddoppio della discarica gestita da Ecofor alle sollecitazioni per la messa in funzione dell’impianto di trattamento dell’organico di Geofor, fino alla bonifica della discarica del Tiro a Segno di Navacchio.
“Legambiente si sostiene sul volontariato e sulla passione che i militanti mettono nella tutela del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini della Valdera – aggiunge l’associazione –. Se proprio vuole darci qualcosa, Macelloni renda pubblici i dati sugli accantonamenti delle fideiussioni di Belvedere spa”.
L’associazione chiede infine un cambio di rotta e un ripensamento complessivo del progetto.
“Smetta di dare lezioni ‘di rifiuti’ agli altri sindaci, con un Comune che, con il 35-36% di raccolta differenziata, è uno dei peggiori della Regione – conclude Legambiente Valdera – e rispetti chi, nei ruoli istituzionali, ha pieno diritto di dissentire dai suoi progetti e da quelli di Belvedere e Novatosc”.
“Ci auguriamo davvero – chiude l’associazione – che l’assemblea dei sindaci di Retiambiente, dove certamente serpeggiano molte perplessità, e la Giunta regionale toscana nel passaggio finale autorizzativo ripensino questo piano regionale per l’economia circolare ed evitino di dare il via all’ossicombustore di Peccioli, esprimendo parere contrario a un’idea di impiantistica che non realizza la chiusura del ciclo dei rifiuti, ma alimenta un modello di gestione dell’eccesso di rifiuti”.
Last modified: Giugno 23, 2026


















