CASCINA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Cascina Rossa.
La Regione Toscana avrebbe inviato lo scorso 21 luglio una lunga serie di osservazioni sulla proposta del nuovo Piano operativo del Comune di Cascina. A denunciarlo è l’opposizione, che parla di un «plateale fallimento» della Giunta guidata dal sindaco Michelangelo Betti e sostenuta da Pd, Avs e Movimento 5 Stelle.
Secondo la nota, tra le principali carenze rilevate figurerebbe il mancato recepimento degli obblighi previsti dal Regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura, in vigore dall’agosto 2024. La normativa prevede anche il recupero degli spazi verdi e della copertura arborea persi nei centri e negli agglomerati urbani, con l’obiettivo di tutelare la biodiversità e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.
«L’Amministrazione ha invece proposto di cementificare questi spazi, ignorando l’elevata densità abitativa di Cascina e senza prevedere adeguate misure per contrastare l’aumento delle temperature», sostiene l’opposizione.
I rilievi regionali riguarderebbero anche la previsione di nuove volumetrie in aree non destinate esclusivamente all’edificazione, comprese quelle individuate per il riuso. La Regione avrebbe chiesto chiarimenti sulla coerenza tra le finalità di riqualificazione dichiarate e la possibilità di realizzare nuovi volumi.
Contestata inoltre la scelta di inserire nel dimensionamento la ricostruzione di volumetrie che, secondo l’opposizione, dovrebbero essere considerate nuove edificazioni anziché interventi di riuso.
La Regione avrebbe formulato undici rilievi sulla coerenza delle Norme tecniche di attuazione, giudicate in alcuni casi contraddittorie o in contrasto con la disciplina regionale vigente.
Tra le criticità richiamate figura anche la tutela dell’Abbazia di San Savino. La richiesta sarebbe quella di integrare lo schema progettuale individuando le visuali da e verso il bene paesaggistico da salvaguardare e definendo la relativa disciplina.
Ulteriori obiezioni riguarderebbero l’introduzione dell’indice fondiario e il dimensionamento complessivo del Piano. Il primo sarebbe incompatibile con la normativa regionale, mentre il secondo dovrebbe essere integrato e ricalcolato, dimostrando il rispetto dei limiti già previsti dal Piano strutturale.
Otto rilievi interesserebbero infine gli interventi di trasformazione urbana, nei quali mancherebbero indicazioni sufficienti sugli elementi paesaggistici ed ecosistemici da tutelare nella successiva progettazione. Tra questi vengono citati corsi d’acqua, alberature, tracce della preesistente trama rurale e visuali di pregio.
«È una proposta lacunosa e contraddittoria, improntata alla cementificazione del territorio senza un’adeguata tutela paesaggistica – conclude l’opposizione –. La Giunta e soprattutto il Consiglio comunale devono riflettere su un’adozione illegittima ed errata. L’assessora all’Urbanistica tragga le conseguenze politiche di questa sonora bocciatura».
Last modified: Agosto 13, 2026



















