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Nerini e Del Rosso (FDI): “Galilei declassato: Pisa paga, il PD scappa. Trapani è nato ieri?”

PISA – “La recente dichiarazione del consigliere comunale PD Trapani, che attribuisce al governo nazionale la responsabilità del declassamento dell’aeroporto Galilei, sorprende per la disinvoltura con cui evita di affrontare le vere cause del progressivo ridimensionamento dello scalo pisano. Una trasformazione che affonda le radici in scelte politiche ben precise, portate avanti proprio dal suo partito”, affermano Nerini e Del Rosso candidati consiglieri regionali per Fratelli d’Italia.

Il Partito Democratico – con Renzi, Rossi e Mazzeo – ha promosso la privatizzazione degli aeroporti toscani, un’operazione mai chiamata chiaramente per nome, ma mascherata dietro il termine “fusione”. Da allora, il Galilei ha progressivamente perso il proprio ruolo strategico, trasformandosi, da scalo intercontinentale e cargo, a un aeroporto con vocazione prevalentemente turistica e low cost. Sul piano tecnico, è utile ricordare che le categorie di protezione antincendio sono definite dall’Annesso 14 dell’ICAO, in base al traffico effettivo e alle dimensioni degli aeromobili. Se, nei tre mesi più trafficati, i velivoli di categoria superiore non superano un certo numero di movimenti, la categoria può essere ridotta. È il gestore aeroportuale a fornire i dati, l’ENAC li verifica e il Ministero dell’Interno emana il provvedimento. Con la progressiva scomparsa dei grandi aerei cargo e dei voli intercontinentali – sostituiti in gran parte da voli a corto raggio operati da compagnie come Ryanair – l’attività dello scalo è cambiata radicalmente. Una trasformazione favorita anche da politiche commerciali orientate più ai numeri che alla qualità e diversificazione dell’offerta. Ma il punto centrale è un altro: il declassamento del Galilei non è un fatto isolato o improvviso, ma la conseguenza di anni di scelte discutibili. Dalla soppressione del collegamento ferroviario diretto con Firenze (sostituito dall’inutile PisaMover, sotto la giunta Filippeschi) alla perdita del controllo pubblico degli scali, fino alla volontà politica di spostare progressivamente su Firenze il traffico che storicamente gravitava su Pisa. Oggi il Galilei paga il prezzo di queste decisioni: meno collegamenti, disagi per i lavoratori, e un terminal ancora incompiuto, nonostante ripetuti annunci e inaugurazioni. Se il consigliere Trapani ha davvero a cuore il futuro del territorio, può iniziare col chiedere con chiarezza che, nel nuovo Piano Aeroporti, sia Pisa – e non Firenze – a essere riconosciuto come scalo strategico per la Toscana, sulla base delle infrastrutture già esistenti, della sua posizione e della storia operativa. Può sostenere il ripristino dei collegamenti intercontinentali, come quelli oggi operanti su Bologna, anche per passeggeri da e per la Toscana, e sollecitare finalmente il completamento del terminal, promesso da anni. Ma, soprattutto, serve una riflessione politica più ampia. Se con la vittoria di Alessandro Tomasi si aprisse una nuova stagione per la Toscana, si potrebbe finalmente voltare pagina rispetto a una gestione miope che ha penalizzato l’intero comparto aeroportuale e produttivo dell’area pisana, sacrificato per logiche centralistiche fiorentine. È il momento di restituire a Pisa – e alla costa toscana – il ruolo che merita, con politiche che puntino realmente allo sviluppo del territorio, valorizzandone la vocazione logistica, industriale e turistica. L’occasione è storica. Non sprechiamola“, conclude Nerini e Del Rosso.

Last modified: Settembre 11, 2025
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