PISA- Sul litorale pisano, nell’area compresa tra l’Arno e lo Scolmatore – corrispondente per il Parco alla Tenuta di Tombolo – così come nelle Tenute di Migliarino e Coltano, si sono formati tre nuovi nuclei stabili di lupi, ciascuno composto da 4 a 6 esemplari. Questi si aggiungono al branco storico di San Rossore, che conta oggi 10 adulti e 2 cuccioli. Una presenza consolidata che negli anni ha contribuito a ristabilire un equilibrio naturale tra la popolazione di ungulati – un tempo eccessiva – e la vegetazione, favorendo un ecosistema più sano e stabile.
«La presenza del lupo fa parte di un processo di espansione che interessa tutta Italia dopo decenni di assenza e rischio di estinzione – spiega il presidente del Parco, Lorenzo Bani –. È un fenomeno positivo per l’ambiente, ma che richiede attenzione e capacità di convivenza. Grazie alla collaborazione con il gruppo scientifico coordinato dal professor Marco Apollonio dell’Università di Sassari e con il dottor Marco Del Frate, il Parco affronta da anni il tema con un approccio basato su ricerca, monitoraggio e dialogo con il territorio».
Convivenza e buone pratiche
La presenza del lupo, animale naturalmente schivo e diffidente verso l’uomo, non rappresenta un pericolo se si rispettano poche regole di comportamento. Gli avvistamenti, sempre più frequenti, avvengono spesso in prossimità di zone dove gli animali trovano resti di cibo, rifiuti non gestiti correttamente o foraggiamenti volontari. È quindi fondamentale non abbandonare rifiuti e non alimentare la fauna selvatica, per evitare che perda la naturale diffidenza verso l’uomo.
In caso di incontro diretto, è sufficiente mantenere la calma, non avvicinarsi e non chiamare l’animale: il lupo tende spontaneamente ad allontanarsi. Se ciò non accade, basta muovere le braccia e parlare a voce alta per segnalare la propria presenza. Comportamenti anomali o situazioni di eccessiva confidenza devono essere segnalati all’Ente Parco o alla Regione Toscana.
Monitoraggio scientifico continuo
«Da quando il lupo è tornato nei nostri territori – continua Bani – è sottoposto a un monitoraggio costante attraverso fototrappole, videocamere, collari GPS, censimenti e uscite sul campo. Questi strumenti ci consentono di seguire i movimenti, stimare il numero degli individui – che varia durante l’anno per nascite e dispersioni – e verificare le predazioni, che nella nostra area riguardano principalmente ungulati».
Il Parco interviene regolarmente per prevenire criticità dovute a comportamenti umani scorretti, come l’abbandono di cibo o l’alimentazione intenzionale, e promuove la comunicazione trasparente come parte essenziale della gestione della specie.
«Negli anni – aggiunge Bani – abbiamo organizzato conferenze, incontri pubblici, comunicati e aggiornamenti online, convinti che il dialogo con i cittadini sia parte integrante della gestione del lupo. Ci dispiace che l’assessora Gambini, pur avendo dimostrato sensibilità ambientale, non abbia mai partecipato a questi momenti né raccolto le informazioni che mettiamo a disposizione. La invito ufficialmente a partecipare all’incontro pubblico di venerdì 7 novembre alle 16.30 a San Piero a Grado, presso l’aula Benvenuti del centro Avanzi, con la presenza del dottor Marco Del Frate, del professor Antonio Felicioli dell’Università di Pisa, del dottor Luca Mattioli della Regione Toscana e di un referente del WWF Alta Toscana. A questo punto, non può mancare».
Il ritorno del lupo nel Parco rappresenta dunque una sfida di convivenza, ma anche una grande opportunità ecologica per il territorio pisano, a testimonianza della resilienza della natura e del valore della gestione scientifica e partecipata.
FOTO DI ARCHIVIO.
Last modified: Ottobre 29, 2025

















