PISA – Fondata a fine marzo 1903 come Polisportiva, assume nel 1910 la denominazione di “Associazione Sportiva Cremonese” per poi iscriversi alla FIGC a due anni di distanza, e quindi vivere il Periodo migliore della propria Storia tra metà anni ’80 e la fine del successivo decennio corrispondente alla Presidenza di Domenico Luzzara.
di Giovanni Manenti
Nei primi anni di attività, viceversa, la Cremonese era stata una delle 18 squadre partecipanti al primo Campionato di Serie A a Girone Unico nel 1929-’30, concluso peraltro all’ultimo posto, per poi barcamenarsi tra il Torneo Cadetto e la Serie C prima di sprofondare in quarta Serie ad inizio anni ’50, vivendo il successivo trentennio come la “parente povera” del Calcio lombardo, rispetto ad Atalanta, Brescia, Como, Mantova e Varese, oltre ovviamente alle due milanesi, un percorso di fatto non dissimile a quello vissuto dal Pisa.
Parallelamente ai nerazzurri – che avevano peraltro vissuto una breve parentesi nella Massima Divisione a fine anni ’60 sotto la gestione Donati – anche i grigiorossi a loro volta “rialzano la testa” ad inizio anni ’80 allorché riconquistano la Serie B a conclusione della stagione 1980-’81 per poi vivere anch’essi una sorta di “saliscendi” tra il Torneo Cadetto e la Serie A, dove approdano a distanza di oltre 50 anni nel 1984, con immediata retrocessione – come avviene anche dopo le successive Promozioni nel 1989 e 1991 – prima che, al quarto tentativo portato felicemente a termine nel 1993 la formazione allenata da Gigi Simoni (altro punto di congiunzione con i nostri colori) riesca per un triennio a mantenere la Categoria.
Sono, quelli, gli anni in cui la Cremonese lancia – dopo quanto avvenuto con Antonio Cabrini ad inizio anni ’70 – giovani calciatori destinati a scrivere pagine importanti nella Storia del Calcio azzurro, quali lo sfortunato Gianluca Vialli, Attilio Lombardo, Giuseppe Favalli ed Enrico Chiesa, mentre vestono la maglia grigiorossa stranieri del calibro del polacco Wladyslaw Zmuda, dell’argentino Gustavo Abel Dezotti e dello svedese Anders Limpar.
Ad avvenuto abbandono della Massima Divisione a conclusione del Campionato 1995-’96, fa riscontro una seconda retrocessione consecutiva, annullata da una immediata risalita fra i Cadetti che rappresenta un “canto del cigno” prima che la Cremonese, conclusa “L’Era Luzzara” torni nell’anonimato della Serie C da cui riemerge – fatta salva una parentesi annuale nel 2005 – solo a conclusione della stagione 2016-’17 che la vede superare al fotofinish l’Alessandria (terminata a pari punti a quota 78) solo per il vantaggio nei confronti diretti ed anche in questo caso, manco a farlo apposta, in concomitanza con il cambio di proprietà in casa nerazzurra.
E, come di prassi, alla “rinascita grigiorossa” si abbina il ritorno in Serie A, conquistato una prima volta nel 2022 a spese proprio del Pisa (che poi perde la Finale Playoff con il Monza), ma sempre con il contorno dell’immediata retrocessione, circostanza replicata a distanza di tre anni nel 2025 stavolta assieme ai nerazzurri, ai quali si lega peraltro l’analogo destino di aver dovuto abbandonare la Categoria dopo una sola stagione di permanenza.
A differenza della Società presieduta da Giuseppe Corrado, però, la Cremonese ha inizialmente inteso affidarsi per il corrente Torneo Cadetto nel confermare il tecnico Marco Giampaolo che l’aveva guidata nelle ultime nove giornate della scorsa stagione, decisione rivelatasi infelice in quanto, dopo le prime due sconfitte contro Empoli e Modena, lo stesso viene esonerato richiamando al suo posto Fabio Pecchia, ovvero l’allenatore della Promozione nel 2022.
Peraltro, anche detto cambio non sembra aver apportato gli effetti sperati in quanto, dopo il 3-1 sul Padova all’esordio, i grigiorossi hanno successivamente collezionato tre pareggi – un 2-2 in rimonta a Cesena e due 0-0 con la Virtus Entella allo “Zini” e ad Arezzo – che li collocano attualmente ai margini della Zona Playout con appene 6 punti, ragion per cui la sfida di sabato prossimo alla “Cetilar Arena”, contro un Pisa viceversa in ripresa dopo le più che positive prestazioni di Mantova e Vicenza, potrebbe rappresentare già una prima svolta nel prosieguo della stagione per il Club lombardo.
Last modified: Ottobre 13, 2026



















