PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere comunale Enrico Bruni (PD).
“Stamattina, alle sette, uscendo di casa, si sentiva già nell’aria l’odore acre della plastica bruciata.“
“Di fronte all’incendio che ha interessato la Delca Energy, la prima domanda è inevitabile: quanta della plastica che sta bruciando era davvero indispensabile? La produciamo, la usiamo per pochi minuti, la buttiamo. Poi diventa rifiuto da selezionare, stoccare, forse riciclare. Ma resta dentro un ciclo fragile, esposto a rischi ambientali, sanitari e industriali.”, dichiara Bruni.
“Il comunicato diffuso da Legambiente Valdera ha il merito di spostare la discussione oltre le giuste precauzioni indicate dalle amministrazioni locali, ponendo una questione più ampia: quale modello di produzione, consumo e gestione dei rifiuti stiamo alimentando? Nell’area pisana e in Valdera si concentra una quantità molto rilevante di rifiuti rispetto al totale regionale. Questo significa impianti, stoccaggi, materiali combustibili, traffico e rischi industriali che non possono essere considerati marginali o episodici.“, si legge ancora nel comunicato.
“Nell’immediato, il primo pensiero va a chi si sta spendendo per affrontare l’emergenza e contenere le conseguenze di questo disastro ambientale: Vigili del Fuoco, operatori della Protezione civile, tecnici, amministratori e tutte le persone impegnate sul campo. Proprio per questo, però, resta una domanda di buon senso. Se alcuni Comuni dell’area interessata, come Cascina e Vicopisano, hanno scelto in via precauzionale di chiudere le scuole, sarebbe utile capire perché nella nostra città si sia deciso diversamente. Non per alimentare polemiche, ma perché, davanti a episodi di questa natura, il principio di precauzione dovrebbe essere il criterio più chiaro e condiviso.“.
“Anche solo respirando l’aria sgradevole di questa mattina, la situazione non pare tale da rendere superflua ogni cautela. Sarebbe quindi importante avere spiegazioni puntuali e scelte il più possibile omogenee tra territori esposti allo stesso evento. Questa vicenda deve diventare l’occasione per pretendere dati trasparenti, controlli rigorosi e una riflessione seria sul sistema di gestione dei rifiuti, sulla concentrazione degli impianti e sulla necessità di ridurre a monte ciò che oggi finisce in un ciclo sempre più fragile e rischioso.“, conclude il consigliere Bruni.
Last modified: Giugno 9, 2026


















