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I nostri avversari: il L.R. Vicenza

PISA – Fondato ad inizio marzo 1902 quale più antica fra le quattro “Grandi” – le altre ad essere Verona, Padova e Venezia – del Calcio veneto, il Vicenza ne assume la veste di leader regionale per un  intero ventennio fra metà anni ’50 ed il corrispondente periodo di metà anni ’70, rilevando la posizione precedentemente assunta dal Padova ed in attesa di cedere detto scettro al Verona nel successivo decennio.

di Giovanni Manenti

Dopo, difatti, aver per la prima volta raggiunto l’accesso alla Massima Divisione a conclusione del Torneo Cadetto 1941-’42, Categoria da cui retrocede nel 1948, ecco che il Vicenza diviene protagonista di un singolare caso nella Storia del Calcio italiano, ovvero vedere la proprietà rilevata a fine giugno 1953 da un’impresa operante nel settore laniero, ovvero la “Lanerossi” con sede a Schio, così da assumere a tutti gli effetti la denominazione di “Associazione Calcio Lanerossi Vicenza“. una partnership che non tarda a dare i suoi frutti sul piano dei risultati.

Ottenuta, pertanto, la Promozione in Serie A al termine del Torneo Cadetto 1954-’55 – concluso al primo posto con 50 punti ed 8 lunghezze di margine sui “rivali storici” del Padova -. ecco che i biancorossi riescono a mantenere la Categoria per ben 20 stagioni consecutive in cui, dopo aver dovuto inizialmente sottostare alla supremazia del “cugini” biancoscudati guidati dal “Paron” Nereo Rocco – capaci di raggiungere addirittura il terzo posto nel 1958 –  ne rilevano il ruolo nel corso dei successivi anni ’60 che vedono i biancorossi vicentini ottenere piazzamenti di rilievo (sesti nel 1964 e 1966 e settimi nel biennio 1958-’59 e nel 1963 – con in più la soddisfazione derivante dalla conquista, da parte del proprio centravanti Luis Vinicio, del titolo di Capocannoniere a conclusione del Campionato 1985-’66 con 25 reti, un evento che si sarebbe ripetuto a distanza di oltre 10 anni.

Con l’inizio degli anni ’80, i biancorossi – alla cui Presidenza era salito nel 1968 l’imprenditore vicentino Giuseppe Farina – si ritrovano a lottare per non retrocedere, non riuscendo ad evitare tale evenienza a conclusione del Campionato 1974-’75, salvo però tornare quasi inaspettatamente alla ribalta del Calcio nazionale nel biennio 1977-’78 allorché ad assumerne la guida tecnica è l’allenatore emiliano Giovan Battista Fabbri, reduce da una positiva esperienza sulla panchina del Piacenza.

Con una formazione tesa a valorizzare le qualità realizzative del 20enne centravanti di Scuola juventina Paolo Rossi, il Vicenza conclude al comando il Torneo Cadetto 1976-’77 con 51 punti e colui, destinato a divenire il “Pablito nazionale”, si aggiudica la Classifica dei Marcatori con 21 reti, per poi fare ancor meglio l’anno seguente nella Massima Serie, in cui replica tale titolo con 24 centri che consentono al biancorossi veneti di contendere sino a poche giornate dal termine lo Scudetto alla Juventus, ottenendo un secondo posto che rappresenta tuttora il miglior piazzamento nella Storia del Club. 

Nonostante la conferma di Rossi, la stagione seguente si conclude con un’amara retrocessione all’ultima giornata, preludio ad una lenta discesa sino alla Serie C – dopo che la Promozione in A nel 1986 viene revocata per illecito sportivo –  da cui il Vicenza si riscatta a metà anni ’90, dapprima con il ritorno fra i Cadetti nel 1993 e quindi con la Promozione nella Massima Divisione a conclusione del Torneo 1994-’95 che coincide con la conduzione della squadra affidata per un quadriennio al tecnico trevigiano Francesco Guidolin.

In tale periodo, il “Romeo Menti” torna a risplendere, con due stagioni concluse rispettivamente in nona ed ottava posizione, oltre alla “perla” della conquista della Coppa Italia superando (0-1 e 3-0) il Napoli nella doppia Finale, un’impresa alla quale fa altresì riscontro un entusiasmante percorso europeo nella successiva edizione della Coppa delle Coppe, che vede il Vicenza eliminare il Legia Varsavia (2-0 ed 1-1), lo Shakhtar Donetsk (3-1 e 2-1) ed il Roda Kerkrade (4-1 e 5-0) prima di arrendersi (1-0 ed 1-3) in semifinale al Chelsea che poi farà suo il Trofeo.

Una Serie A che i biancorossi veneti disputano per l’ultima volta nella stagione 2000-’01 per poi stazionare stabilmente nel Torneo Cadetto per quasi un ventennio, prima che, a conclusione del Torneo 2016-’17 con la retrocessione in Serie C, il Vicenza venga dichiarato fallito, salvando il titolo sportivo rilevato dal Bassano già facente parte della Categoria, circostanza che lo porta a riconquistare la Serie B nel 2020 per solo un biennio e quindi, è storia recente, riuscirvi di nuovo al termine dello scorso Campionato dopo aver dominato il Girone A con 89 punti, frutto di 27 vittorie, 8 pari ed appena 3 sconfitte, con la squadra affidata al lombardo Fabio Gallo, autore di analoga impresa l’anno precedente con la Virtus Entella.

Allenatore confermato per il presente Torneo, che ha visto nelle prime cinque giornate i biancorossi conquistare altrettanti punti, frutto del successo per 3-2 sul Catanzaro all’esordio, cui hanno fatto seguito il pari per 2-2 a Chiavari contro l’Entella e quello interno per 1.1 con la Juve Stabia, mentre con altrettante sconfitte si sono concluse le trasferte di Avellino (0-3) e nel Derby veneto del “Bentegodi”, con il Verona ad imporsi in rimonta per 2-1 grazie ad una doppietta di Mosquera ad annullare il vantaggio ospite con Rauti, così che i veneti sono attesi al riscatto nella sfida di sabato prossimo contro un Pisa viceversa reduce dal pari di Mantova che ha visto i nerazzurri vedersi sfuggire i tre punti solo nel recupero.

Last modified: Ottobre 7, 2026
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