PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa de La città delle persone in merito al Documento Unico di Programmazione e al Bilancio previsionale dopo l’uscita dalla SdS.
Dalla recente audizione in Commissione dell’assessora Bonanno e degli uffici comunali sono emerse criticità significative riguardo al DUP – Documento Unico di Programmazione – e al Bilancio Previsionale 2026, in vista del passaggio alla gestione monocomunale dei servizi sociali dopo l’uscita del Comune dalla Società della Salute.
«Per quanto riguarda il personale – spiegano i consiglieri comunali de La città delle persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo – è stato confermato che il Comune potrà contare su 12 assistenti sociali trasferiti dalla SdS e 2 già in organico, per un totale di 14 unità. Tuttavia, l’applicazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali richiederebbe 18 assistenti sociali per raggiungere lo standard nazionale di 1 professionista ogni 5.000 abitanti. Nel DUP e nel bilancio non è prevista l’assunzione dei 4 mancanti: il Comune decide consapevolmente di non adeguarsi agli standard, mantenendo un rapporto di 1 assistente ogni 6.500 abitanti, inferiore a quello previsto dalla normativa».
«Inoltre – proseguono i consiglieri – ad oggi non esiste un piano operativo per il trasferimento dei servizi dalla SdS al Comune. È stata ipotizzata una proroga di sei mesi con gestione transitoria affidata ad ASL, periodo nel quale dovranno ancora essere definiti convenzioni, passaggi di personale e assetti organizzativi. Si conferma quindi che l’uscita dalla SdS è stata una scelta politica improvvisata, priva di analisi e programmazione».
Dal punto di vista finanziario, il DUP e il Bilancio Previsionale ripropongono le stesse risorse finora trasferite alla SdS, senza alcun incremento destinato alla nuova gestione monocomunale. Resta dunque aperta la questione sollevata da Martinelli in Commissione: se gli studi commissionati dal Comune confermano che il modello associato garantisce economie di scala e risparmi sulle funzioni condivise tra più Comuni, come sarà possibile mantenere la stessa quantità e qualità dei servizi senza risorse aggiuntive nel modello monocomunale, in cui Pisa dovrà operare da sola?
«L’Amministrazione continua ad assicurare che nulla cambierà nella continuità dei servizi – concludono i consiglieri – ma al di là delle dichiarazioni non c’è alcuna evidenza che questo sia possibile. Il quadro che emerge è estremamente preoccupante».
FOTO DI ARCHIVIO.
Last modified: Novembre 17, 2025

















