Il racconto di chi era davanti al carcere durante la notte: ambulanze, familiari preoccupati e detenuti in semilibertà in attesa di rientrare.
PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di del capogruppo de La città delle persone Paolo Martinelli in merito alla rivolta di ieri al carcere Don Bosco di Pisa.
Ambulanze in movimento a sirene spiegate, familiari preoccupati e detenuti in semilibertà rimasti a lungo in attesa di poter rientrare per la notte. È il quadro descritto da chi ieri sera si trovava davanti alla casa circondariale Don Bosco, mentre all’interno erano in corso i disordini.
«Eravamo di fronte alla casa circondariale Don Bosco, con apprensione, per capire l’evoluzione di quanto stesse accadendo», si legge nella testimonianza. All’esterno erano presenti anche giornalisti, volontari, consiglieri comunali e altri cittadini.
Secondo il racconto, la rivolta sarebbe iniziata nel tardo pomeriggio e proseguita durante la notte, per poi concludersi alle prime luci dell’alba dopo una lunga mediazione, seguita anche dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Pisa.
La testimonianza collega quanto accaduto alle criticità dell’istituto, denunciate negli ultimi mesi: sovraffollamento, carenze di organico, condizioni igieniche inaccettabili e presenza di cimici.
Una situazione definita «invivibile ed ingiusta, per i detenuti e per chi ci lavora», sulla quale i disordini hanno acceso un ulteriore riflettore nazionale. Il testo richiama infine il rispetto dei principi costituzionali: «In queste condizioni l’art. 27 della Costituzione viene calpestato».
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Last modified: Ottobre 1, 2026



















