Promossa dalla Camera Penale di Pisa, l’iniziativa vede già il sostegno del Rotary Club di Pisa Galilei sotto la presidenza dell’annata 2025/2026 della dr.ssa Cornelia Laino Mori, del Lions Club Pisa Host sotto la presidenza dell’annata 2025/2026 dell’avvocato Marzio Piselli e dell’azienda Sto con sede italiana in Empoli. Un intervento di architettura sociale per restituire dignità ai momenti di affettività.
PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’ Ordine degli Architetti di Pisa.
Un cortile interno della Casa Circondariale di Pisa ripensato per i colloqui tra le persone detenute, i loro familiari e gli animali da compagnia, con un’attenzione particolare ai bambini. È l’obiettivo del progetto nato nel maggio 2025 su impulso della Camera Penale di Pisa e della sua presidente, l’avvocata Serena Caputo, promotrice del tavolo tecnico «Progetto Carcere». La proposta è stata elaborata dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Pisa, guidato dal presidente Leonardo Germani.
«Pensare un progetto architettonico all’interno di un istituto penitenziario non significa soltanto riqualificare uno spazio fisico, ma ripensare il tempo e la qualità delle relazioni umane», dichiara Germani. «Questo spazio non è stato pensato come un semplice abbellimento estetico, ma come uno strumento di sostenibilità sociale. Auspichiamo che possa davvero diventare un’isola dove, anche per la durata di un breve incontro, il carcere smetta di essere solo un luogo di reclusione e diventi un luogo di semina per il futuro».
La realizzazione è prevista in tre fasi successive, per rendere l’intervento attuabile con attenzione alla sicurezza e ai costi. La prima riguarda la pavimentazione: sul cemento esistente, che nei mesi estivi contribuisce a rendere il cortile molto caldo, saranno posate doghe flottanti in legno di recupero. La soluzione eviterà demolizioni e conserverà il sistema di smaltimento delle acque piovane. Sul legno saranno dipinti giochi per i bambini; piante di bambù in vaso creeranno un filtro visivo rispetto agli uffici adiacenti, a tutela della riservatezza dei colloqui.
Nella seconda fase saranno installate vasche per gli «orti in cassetta», affidati alla cura delle persone detenute e collegati al laboratorio di orticoltura sociale già presente nell’istituto. L’ultima fase prevede l’ampliamento delle aree coltivate e la piantumazione di alberi di agrumi, che offriranno ombra e contribuiranno a rendere il cortile più accogliente.
L’intervento, previsto nei prossimi mesi, è aperto al sostegno di altri soggetti per coprire le spese già preventivate e sviluppare ulteriormente il progetto. La cura e la manutenzione degli spazi potranno inoltre offrire occasioni di formazione professionale e lavoro alle persone detenute, con il coinvolgimento di imprese e cooperative sociali del territorio e l’obiettivo di favorirne il reinserimento.
Last modified: Settembre 28, 2026



















