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Si apre a Venezia TOP5 in Infectious Diseases: superbatteri, sepsi e nuove strategie contro la resistenza antimicrobica

PISADalla battaglia contro la resistenza antimicrobica alla gestione della sepsi, fino alle nuove frontiere rappresentate da intelligenza artificiale e batteriofagi. Si apre a Venezia la terza edizione del congresso TOP5 in Infectious Diseases, l’evento di riferimento per l’infettivologia mondiale che vede i massimi esperti a confronto, nella città lagunare, per accelerare la traduzione delle innovazioni scientifiche nella pratica clinica quotidiana, con l’obiettivo di ridurre la mortalità evitabile, contenere la diffusione delle resistenze antimicrobiche e ottimizzare gli esiti nei pazienti critici.

Le infezioni resistenti, nosocomiali ed emergenti continuano a rappresentare una minaccia globale per i sistemi sanitari. Secondo le stime più recenti del Global Burden of Disease (aggiornate al 2021 con proiezioni successive), le infezioni batteriche resistenti sono state associate a circa 4,71 milioni di decessi nel mondo, di cui 1,14 milioni direttamente attribuibili alla resistenza antimicrobica (AMR). Senza interventi decisi, le proiezioni indicano che i decessi direttamente attribuibili potrebbero avvicinarsi ai 2 milioni annui entro il 2050, con un impatto cumulativo stimato in oltre 39 milioni di morti tra il 2025 e il 2050. In Europa, i decessi annui legati direttamente a batteri resistenti superano ancora le 35.000 unità.

In questo contesto critico, lo sviluppo di nuovi trattamenti deve essere accompagnato da accesso rapido, diagnosi tempestive, stewardship antimicrobica rigorosa, innovazione terapeutica, organizzazione sanitaria efficace e collaborazione multidisciplinare.

Questi saranno i pilastri dell’agenda scientifica del congresso, articolato intorno a sei aree tematiche principali che presenteranno le evidenze più aggiornate e tracceranno le direzioni future.

Il simposio vede il coinvolgimento attivo della SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), insieme al patrocinio di prestigiose società internazionali: British Society for Antimicrobial Chemotherapy (BSAC)International Society of Antimicrobial Chemotherapy (ISAC) ed European Society of Intensive Care Medicine (ESICM).

A guidare i lavori è Marco Falcone (foto), ordinario di Malattie infettive dell’Università di Pisa e direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, insieme a una faculty internazionale composta da alcuni dei principali esperti mondiali di infettivologia provenienti da università e centri di ricerca: «L’infettivologia sta cambiando rapidamente – spiega –. Da una parte dobbiamo affrontare la diffusione di batteri sempre più resistenti agli antibiotici, dall’altra la ricerca sta mettendo a disposizione strumenti completamente nuovi: farmaci di ultima generazione, diagnostica molecolare avanzata e sistemi di analisi dei dati che permettono di identificare più rapidamente i patogeni e scegliere terapie sempre più mirate. La vera sfida oggi è tradurre queste innovazioni nella pratica clinica quotidiana: nuovi antibiotici, tecnologie digitali e analisi dei dati possono cambiare radicalmente la gestione delle infezioni, ma solo se vengono utilizzati in modo appropriato e integrati nei percorsi di cura».

SUPERBATTERI E ANTIMICROBICO-RESISTENZA: OLTRE LO SVILUPPO DI NUOVI FARMACI

Resistimit, il progetto nazionale della SIMIT

Una rete clinica che collega oltre 55 ospedali italiani e raccoglie in tempo reale dati sulle infezioni da batteri multiresistenti, trasformando i casi clinici in informazioni utili per migliorare diagnosi e trattamenti. Ad oggi sono stati analizzati circa 2.700 casi di infezioni gravi, con una mortalità a 30 giorni che arriva al 20-25% per i ceppi di Klebsiella resistente e a oltre il 40% per Acinetobacter baumannii. Dati che consentiranno di individuare più rapidamente i pazienti a rischio, orientare le scelte terapeutiche e sviluppare modelli predittivi basati anche su intelligenza artificiale.

La pipeline di nuovi antibiotici rimane fragile: secondo i rapporti più recenti (inclusi quelli OMS aggiornati al 2025), si contano circa 50 agenti tradizionali e 40 non tradizionali in fase clinica, ma molti mostrano limitazioni contro i patogeni prioritari. In Europa e in Italia persistono alti tassi di resistenza, in particolare per Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi, con incrementi significativi nelle infezioni ematiche. Il congresso discuterà strategie per rafforzare la stewardship e garantire accesso rapido alle terapie più appropriate, anche in contesti estremi come infezioni polimicrobiche in pazienti ustionati o casi critici da Acinetobacter baumannii.

Pseudomonas aeruginosa multiresistente: approcci innovativi per la terapia intensiva

Le infezioni da Pseudomonas aeruginosa con resistenza difficile da trattare (DTR) sono associate a mortalità superiore al 30% nei pazienti critici. Saranno presentati e discussi nuovi beta-lattamici avanzati e combinazioni terapeutiche che promettono miglioramenti negli esiti in terapia intensiva.

Sepsi: le linee guida mondiali aggiornate e le implicazioni cliniche

La sepsi resta una delle principali cause di decesso ospedaliero, con circa 49 milioni di casi e 11 milioni di morti annue nel mondo. Le linee guida della Surviving Sepsis Campaign (aggiornate nel 2026) sottolineano la diagnosi precoce e l’avvio della terapia antibiotica entro 1 ora (o al massimo 1-3 ore in casi selezionati), unitamente a una gestione personalizzata di fluidi e supporto emodinamico per ottimizzare gli esiti.

Infezioni fungine emergenti: lo scenario di Candidozyma auris

Candidozyma auris (ex Candida auris) si afferma come patogeno preoccupante. Tra il 2013 e il 2023, nei paesi UE/EEA sono stati registrati oltre 4.000 casi, con 1.346 solo nel 2023 (dati ECDC 2024, pubblicati nel 2025). In Italia, uno dei paesi più colpiti insieme a Spagna, Grecia, Romania e Germania, la diffusione è ormai endemica in numerosi ospedali. Le infezioni invasive mostrano mortalità tra il 30% e il 60%. Il simposio affronterà il rafforzamento della sorveglianza, del controllo infettivo e delle diagnostiche avanzate.

HIV: terapie long-acting e gestione dell’invecchiamento

Oltre la metà delle persone con HIV nei Paesi ad alto reddito ha più di 50 anni. Le terapie long-acting migliorano aderenza e qualità di vita, con studi real-world che riportano soppressione virale >85% a 48 settimane anche in pazienti con scarsa aderenza storica. Rimane cruciale la gestione multidisciplinare delle comorbidità legate all’età.

Nuove frontiere: intelligenza artificiale, batteriofagi e innovazione

L’IA emerge per diagnosi precoce e supporto decisionale, riducendo tempi e aumentando precisione. La terapia fagica si riafferma come opzione complementare per patogeni multiresistenti, con trial promettenti (es. AP-SA02 per batteriemie da S. aureus). Il congresso insisterà sull’integrazione tra innovazione, implementazione clinica e accesso equo.

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Tra I relatori di spicco: David L. Paterson (National University of Singapore, ADVANCE-ID); Jason Pogue (University of Michigan College of Pharmacy); David van Duin (University of North Carolina); Jesus Rodriguez Baño (Hosp. Univ. Virgen Macarena / Universidad de Sevilla); Massimo Antonelli (Università Cattolica del Sacro Cuore; Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma); Robert Skov (Statens Serum Institut, Copenhagen; Board Member European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases_ESCMID), Marco Cavaleri (Head Health Threats and Vaccines Strategy EMA) e Pranita Tamma (Johns Hopkins University School of Medicine).

Last modified: Marzo 25, 2026
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