PONTEDERA – Allattare anche durante un ricovero ospedaliero è ora possibile negli ospedali dell’Azienda USL Toscana nord ovest. La prima applicazione della nuova procedura, approvata nel novembre scorso, ha riguardato mamma Alessia, che ha potuto tenere con sé il proprio bambino in reparto, proseguendo l’allattamento senza interruzioni.
La procedura consente alle madri ricoverate di essere accompagnate dal proprio figlio, purché di età inferiore ai sei mesi, nei reparti di medicina, chirurgia, ostetricia e ginecologia e terapia sub intensiva, previa valutazione clinica.
«Abbiamo valutato con attenzione le condizioni della madre, con l’obiettivo di non interrompere l’allattamento – spiega Martina Liut, responsabile del reparto di ostetricia e ginecologia di Pontedera –. Nel caso specifico, dopo le verifiche necessarie, è stato autorizzato l’ingresso del bambino, garantendo la continuità dell’allattamento».

Organizzazione e sicurezza
Il personale sanitario ha ricevuto una formazione dedicata sugli aspetti igienici e organizzativi. Tra le misure previste:
- assegnazione di stanza singola
- disponibilità di culle, tiralatte e pannolini
- utilizzo di mascherine per i visitatori
- informazione ai familiari sulle norme comportamentali
È inoltre richiesta la presenza continuativa di un familiare assistente, anche nelle ore notturne, con l’individuazione di almeno due persone disponibili ad alternarsi.
Un ospedale sempre più a misura di famiglia
«Questa procedura rappresenta un passo importante verso un ospedale sempre più a misura di famiglia – dichiara il direttore dell’ospedale di Pontedera, Luca Nardi –. Garantire la continuità dell’allattamento significa tutelare la salute del bambino e il benessere emotivo della madre».
Con questa iniziativa, l’Azienda USL Toscana nord ovest rafforza il proprio impegno nella tutela della relazione madre-bambino e nella promozione dell’allattamento, anche in situazioni di ricovero.
Last modified: Febbraio 23, 2026
















