PISA- Una delegazione della Japan Science and Technology Agency ha visitato l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per rafforzare la collaborazione scientifica nel campo della robotica e avviare nuove linee di ricerca congiunte. La sinergia tra le due istituzioni affonda le radici nel lavoro del fondatore dell’Istituto, Paolo Dario.
Per alcuni giorni Pontedera è diventata un punto di riferimento internazionale per il dibattito sul futuro della robotica e della salute. Al centro degli incontri il Moonshot Research and Development Program, promosso dal governo giapponese, che punta a sviluppare tecnologie altamente innovative, tra cui gli avatar robotici: sistemi che permettono a persone anziane o con disabilità di interagire con il mondo esterno attraverso robot controllati a distanza, una sfida cruciale per Paesi caratterizzati da un forte invecchiamento della popolazione come Giappone e Italia.
Durante tre giorni di confronto, ricercatori italiani e giapponesi hanno individuato nuove prospettive di collaborazione su robot sociali, interfacce cervello-macchina, riabilitazione e chirurgia robotica, oltre agli aspetti etici, legali e sociali legati all’introduzione di queste tecnologie nella vita quotidiana, con il contributo anche di altri istituti della Scuola Sant’Anna e dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
Alla visita hanno partecipato, tra gli altri, Norihiro Hagita, direttore del programma Moonshot, e Hiroshi Ishiguro, tra i massimi esperti mondiali di robot cibernetici e interazione uomo-robot.
«Sono emerse concrete opportunità di collaborazione che prenderanno forma nei prossimi mesi, rafforzando una cooperazione storica tra Italia e Giappone», ha dichiarato Gastone Ciuti, direttore dell’Istituto di BioRobotica.
«Il programma Moonshot guarda oltre il 2050 e punta su una forte cooperazione internazionale di lungo periodo», ha aggiunto Paolo Dario.
Per Francesca Capone, prorettrice alle Politiche per l’Internazionalizzazione, «il Giappone rappresenta un partner strategico nella visione di sviluppo internazionale della Scuola Sant’Anna».



















