L’assessora regionale interviene dopo i disordini nel carcere di Pisa: «La pena deve rispettare la Costituzione e la dignità umana».
PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’assessora regionale con delega alle politiche carcerarie di Regione Toscana Alessandra Nardini sulla rivolta di questa notte al carcere Don Bosco di Pisa.
«Il sovraffollamento che c’è è intollerabile». L’assessora regionale Alessandra Nardini interviene sui disordini al carcere Don Bosco di Pisa, chiedendo interventi strutturali e il rafforzamento del personale, insieme alla tutela della dignità dei detenuti e della sicurezza di chi lavora nell’istituto.
«Come sottolineato anche dal Presidente Giani, è fondamentale che il dialogo e il confronto prevalgano e che vengano tutelate tanto la dignità delle persone detenute quanto la sicurezza di quelle che lavorano nel carcere in una situazione complicatissima», afferma Nardini.
L’assessora ringrazia la direttrice e la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Valentina Abu Awwad, con la quale riferisce di essersi confrontata durante l’emergenza e che si è recata sul posto appena appreso quanto stava accadendo.
Nardini ricorda le visite effettuate al Don Bosco negli ultimi mesi e annuncia che tornerà nelle prossime settimane. Secondo l’assessora, il sovraffollamento si è ulteriormente aggravato dopo i trasferimenti seguiti al sequestro delle sezioni di Sollicciano.
La denuncia riguarda anche le carenze strutturali e igienico-sanitarie, soprattutto nelle sezioni maschili. «Sono condizioni indegne», sottolinea, richiamando le segnalazioni dell’Osservatorio Antigone Toscana sulle infestazioni di cimici da letto. «Anche io ho ascoltato i racconti dei detenuti esasperati da questo e ho visto i segni sul loro corpo».
L’appello è rivolto al Governo: «Le carceri hanno bisogno di investimenti, di interventi strutturali, di più personale». Per Nardini occorre inoltre riportare al centro la funzione rieducativa della pena e la risocializzazione: «La pena deve rispettare la Costituzione e la dignità umana».
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Last modified: Ottobre 1, 2026



















