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Don Bosco, i Giovani Democratici: «La protesta è finita, i problemi restano»

Dopo la notte di disordini, il gruppo denuncia sovraffollamento e criticità igieniche. Già programmata una visita al carcere per il 16 ottobre.

PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dei Giovani Democratici Pisa.

«La protesta è terminata. I problemi che l’hanno innescata, invece, sono ancora tutti lì». I Giovani Democratici intervengono dopo i disordini scoppiati nella serata del 30 settembre nella Casa circondariale Don Bosco, rientrati, secondo la loro ricostruzione, soltanto all’alba dopo ore di trattativa.

Il gruppo riconosce il lavoro dei mediatori della Polizia penitenziaria, impegnati a evitare un ulteriore peggioramento della situazione. Secondo le prime ricostruzioni richiamate nel comunicato, alcune decine di detenuti avrebbero preso il controllo di una parte del secondo reparto giudiziario dopo la scoperta nelle celle di presunte microspie.

«Ieri sera siamo stati a lungo davanti al Don Bosco, insieme ai volontari del carcere e vicini ai familiari dei detenuti», raccontano i Giovani Democratici. «Da quando siamo arrivati fino al momento in cui siamo andati via abbiamo contato almeno otto ambulanze entrare e uscire dalla struttura».

La denuncia si concentra soprattutto sulle condizioni igieniche e sul sovraffollamento. Il gruppo riferisce che alcuni familiari hanno mostrato fotografie di detenuti con numerose punture e lesioni cutanee, indicate come conseguenze delle cimici e, in alcuni casi, come possibili manifestazioni di scabbia, senza che il comunicato riporti conferme diagnostiche.

I Giovani Democratici richiamano inoltre una denuncia di una familiare del 20 settembre e una relazione della Asl del 19 agosto che, secondo quanto riportano, avrebbe segnalato tracce di topi nelle cucine, muffe, cimici da letto e celle con meno di tre metri quadrati disponibili per persona.

Nel comunicato viene citato anche il rapporto di metà anno di Antigone, pubblicato ad agosto, che avrebbe individuato Pisa tra gli istituti interessati da infestazioni di cimici e indicato il Don Bosco e Sollicciano tra le situazioni più critiche della Toscana.

«Un carcere sovraffollato, nel quale vengono denunciate cimici, topi, muffe e condizioni igieniche insufficienti, non è un problema soltanto per chi vi è detenuto. È un problema per chi vi lavora, per le famiglie e per tutta la città», sottolinea il gruppo.

Per il 16 ottobre i Giovani Democratici hanno già programmato una visita al Don Bosco, che dopo quanto accaduto assume, spiegano, un’importanza ancora maggiore.

«Sarebbe il peggiore degli errori pensare che, chiusi i cancelli e spente le sirene, si possa semplicemente tornare alla normalità», concludono.

Last modified: Ottobre 1, 2026
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