SANTA LUCE- È stato inaugurato lunedì 21 settembre, negli impianti di via delle Colline, il nuovo frantoio della Cooperativa Produttori Agricoli Pieve Santa Luce. Un intervento che rappresenta una tappa importante per la filiera olivicola locale, nel segno di terra, cooperazione, tradizione e innovazione.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria ed esperti del settore. Dopo i saluti del presidente della Cooperativa Luca Fornai e della sindaca di Santa Luce Giamila Carli, sono intervenuti Amedeo Alpi dell’Accademia dei Georgofili, il presidente del Distretto Rurale Francesco Bertanzon, il direttore del GAL Terre Etrusche Stefano Berti, il dirigente regionale Gennaro Giliberti e i rappresentanti di CIA Etruria, Confagricoltura e Coldiretti. Le conclusioni sono state affidate alla presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi.
Il nuovo frantoio sostituisce il precedente impianto, ormai obsoleto e troppo oneroso dal punto di vista della manutenzione. «Nel 2025 abbiamo constatato che la struttura esistente richiedeva interventi non più sostenibili – ha spiegato Fornai –. Con un investimento superiore a 400mila euro più Iva, reso possibile da un contributo regionale del 65%, offriamo oggi un servizio all’avanguardia ai nostri oltre 400 soci. L’obiettivo è raggiungere il record storico di 10mila quintali di olive molite».
L’intervento è stato finanziato attraverso le risorse del Piano di sviluppo rurale. «Avevamo dato priorità all’ammodernamento dei frantoi nella nostra programmazione – ha ricordato Saccardi – perché rappresentano un elemento determinante per garantire l’alta qualità dell’olio».
La nuova struttura sarà al servizio dei 407 soci della cooperativa e dell’intero territorio. «È una giornata che mi riempie di orgoglio – ha dichiarato la sindaca Carli –. Questo frantoio premia la dedizione di chi si prende cura di un paesaggio straordinario. In una fase complessa per la cerealicoltura, l’olivicoltura rappresenta una concreta opportunità di riscatto e crescita».
Durante il confronto è stata ribadita la centralità dell’olio extravergine per l’identità e l’economia della Toscana, sottolineando la necessità di difendere la qualità del prodotto e il suo legame con il territorio.
«Serve una vera e propria battaglia culturale – ha concluso Saccardi –. Dobbiamo promuovere con decisione la carta degli oli nei ristoranti e contrastare l’uso di bustine monodose anonime e scadenti. L’olio buono toscano deve essere spiegato, raccontato e valorizzato come merita».
Dopo la benedizione del nuovo impianto, impartita da don Ilario, parroco di Santa Luce e Pieve, la giornata si è conclusa con una tavolata dedicata alle eccellenze gastronomiche locali.





















