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Ondate di calore, dai raffrescatori evaporativi una soluzione a basso consumo

PISA- Raffrescare gli ambienti durante le ondate di calore consumando poca energia: una soluzione può arrivare da sistemi semplici come i raffrescatori evaporativi. Anche quando la temperatura della stanza diminuisce soltanto di pochi gradi, infatti, l’effetto percepito dal corpo può essere molto maggiore, grazie alla combinazione tra aria più fresca e maggiore ventilazione.

A evidenziarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Building and Environment, al quale hanno partecipato Roberto Rugani e Giacomo Salvadori del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa.

Rugani ha condotto la ricerca nell’ambito del suo dottorato, con Salvadori come supervisore, svolgendo la parte sperimentale all’Università della California Berkeley grazie a un finanziamento dell’Ateneo pisano per la mobilità internazionale.

I test sono stati effettuati in una camera climatica, con una temperatura iniziale di 32 gradi e in condizioni di clima secco, tipiche di molte ondate di calore. I ricercatori hanno utilizzato due dispositivi, uno da stanza e uno da scrivania, valutandone gli effetti attraverso uno speciale manichino termico capace di riprodurre gli scambi di calore tra il corpo umano e l’ambiente.

«Nei nostri esperimenti la temperatura della stanza è diminuita di circa 3 gradi, mentre l’effetto medio di raffrescamento sul corpo, combinando il dispositivo grande con quello personale, è arrivato a circa 6 gradi – spiega Rugani –. Il sollievo avvertito può quindi essere sensibilmente superiore al calo indicato dal termometro».

Il tutto con consumi molto contenuti: un raffrescatore personale assorbe circa 10 watt e uno da stanza 220 watt, mentre un condizionatore domestico può richiederne da 1.000 a 2.000. Secondo alcune stime, l’impiego dei raffrescatori potrebbe dunque consentire una riduzione dei consumi elettrici giornalieri compresa tra il 62 e il 74%.

«Il vantaggio è particolarmente rilevante durante le ondate di calore, quando l’uso simultaneo dei condizionatori può provocare picchi nella domanda di elettricità e mettere sotto pressione la rete – conclude Rugani –. Grazie al basso assorbimento, questi apparecchi possono essere alimentati anche con batterie e continuare a offrire sollievo in caso di interruzioni della corrente. Più in generale, possono rappresentare un’alternativa accessibile per chi non dispone dell’aria condizionata».

Last modified: Settembre 22, 2026
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