PISA – «Il Piano Faunistico Venatorio presentato in Giunta nella scorsa legislatura aveva bisogno di essere riequilibrato con l’accoglimento delle osservazioni del mondo ambientalista e animalista: come M5S abbiamo fatto una pressione serrata all’interno della maggioranza nei confronti delle sensibilità differenti di altre parti della coalizione che avevano già approvato il piano nella precedente legislatura. Nonostante il Piano continui ad essere un atto non appartenente alla nostra visione politica, rivendichiamo con soddisfazione i risultati raggiunti grazie al nostro lavoro»: così la consigliera regionale Irene Galletti.
«È stato fondamentale arrivare a un cambio di prospettiva, anche semantica: il Pfv presentato nel 2025 definiva in alcuni passaggi la figura del cacciatore come tutore dell’ecosistema e biodiversità, che è ovviamente una strategia comunicativa, quindi non neutrale e neanche supportata dai numeri. La Toscana infatti è ancora tra le regioni con il numero più alto di cacciatori, ma dal 2000 a oggi si sono ridotti di quasi due terzi, con tutte le implicazioni che ne derivano sull’equilibrio finanziario del sistema venatorio, ATC in primis, che non può più contare sulla cospicua fiscalità di un tempo. In tutto questo processo è stato decisivo il cambiamento del paradigma culturale, con il consolidarsi nella società di posizioni che sostituiscono la centralità dell’essere umano e la sua presunta azione regolatrice sul mondo circostante con una visione che mette gli ecosistemi al centro.
Era poi necessaria un’attenzione speciale alla tutela del mondo agricolo, con protezioni specifiche. Le sfide cui saremo chiamati nei prossimi anni, a fronte del rapido deterioramento dell’ambiente che ci circonda dovuto al cambiamento climatico, saranno del resto quelle della tutela della biodiversità, della salvaguardia degli ecosistemi, della cura degli equilibri tra uomo e natura per garantire alle nuove generazioni la conservazione degli ambienti naturali, indispensabili per affrontare le sfide difficilissime cui ci troveremo davanti.
Il Consiglio Regionale e la Seconda Commissione – la cui Presidente ringrazio per il lavoro di confronto – rappresenteranno un momento fondamentale di sintesi politica in cui potremo lavorare tutti insieme per offrire delle soluzioni alle diverse parti in causa, partendo però dal chiaro assunto della centralità degli ecosistemi; centralità che, come ha ricordato anche il Presidente Giani, ha rappresentato il vero punto di svolta del nuovo Piano».
Last modified: Giugno 6, 2026


















