Written by 12:17 pm Pisa, Politica

Una Città in Comune: “Migliaia di euro di IMU dovuti dalla J Colors al Comune di Pisa”

PISA – “Continua la nostra opera di trasparenza e inchiesta sul mancato pagamento delle imposte da parte delle grandi proprietà immobiliari della città”, afferma in una nota Una Città in Comune.

“È arrivata in questi giorni la risposta all’interrogazione n.43 del 28/12/2023, avente ad oggetto “Verifica su imposte dovute dalla J Colors al Comune di Pisa per quanto riguarda l’ex-Colorificio Toscano” che abbiamo rivolto alla Sepi. Il quadro non è ancora completo perché “Risultano ulteriori differenze d’imposta per le annualità successive al 2018,” ma gli uffici stanno provvedendo a finire il controllo”, continua la nota.

“Quello che ad oggi è certo è che – nonostante i ripetuti avvisi – l’imposta Municipale Unica del 2018 non è stata pagata per € 56.939,00.
Che i proprietari della J Colors “odiassero” le Tasse lo sapevamo dal 2013 quando inveivano contro gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni che avevano liberato dall’incuria l’ex Colorificio Toscano e che lo stavano rendendo un bene di pubblica fruizione. “Provate anche voi a sottoporvi alle regole rispettate da ogni cittadino” scriveva Junghanns nei giorni in cui chiedeva di rientrare in possesso dell’immobile lungo viale delle Cascine che aveva colpevolmente abbandonato e per il quale non paga le imposte dovute al Comune. “Le vostre azioni ci impediscono di disporre dei beni che non solo abbiamo pagato, ma che continuiamo a sostenere con il versamento annuale di odiate tasse, come l’Imu.” Ancora una volta ci troviamo di fronte a grandi realtà imprenditoriali che, in particolare sull’IMU, non corrispondono il dovuto mentre ci si accanisce contro le fasce più deboli della nostra società che, colpite dalla crisi, diventano morose incolpevoli all’interno di un sistema fiscale sempre più iniquo che tutela i grandi interessi economici e finanziari e colpevolizza e punisce i più deboli.
Oggi come nel 2012, quando l’Ex-Colorificio fu liberato e restituito alla cittadinanza con un progetto importantissimo di fabbrica recuperata, è chiaro che per tale non esiste una progettualità che possa avere un qualche riflesso positivo per la città ad eccezione di ipotesi speculative che sono sempre lì ferme. La Sepi, infatti, nella sua risposta certifica chiaramente “l’effettivo stato di abbandono e inutilizzo dell’immobile dal 2013″ (ai 20 anni di abbandono precedente si aggiungono oggi altri 11 anni). Chiediamo che il Comune di Pisa continui negli accertamenti, ma soprattutto compia tutte le azioni possibili affinché i grandi proprietari immobiliari paghino le tasse dovute. Rilanciamo inoltre una delle nostre proposte per incentivare il recupero degli edifici abbandonati e recuperare allo stesso tempo nuove risorse per la cura della città: una sanzione di 200 euro al metro quadro, come avviene in altre città europee, per tutte le proprietà che non si adoperino per il recupero, il ripristino e il riuso delle aree dismesse. Quello che proponiamo è un modello che agisca contemporaneamente sul degrado urbano, renda non necessario il consumo di nuovo suolo, recuperi risorse finanziarie che diano l’opportunità alla cittadinanza di liberare energie ed idee per uno sviluppo sostenibile e innovativo della città”..

Last modified: Gennaio 17, 2024
Close