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Liberalizzazioni e deregolamentazione continuano a penalizzare il commercio

ConfCommercio Pisa: “Stesso mercato, stesse regole”

PISA – “I processi di liberalizzazione e deregolamentazione avviati dal 1998 in poi hanno colpito duramente negozi e attività di vicinato e quello del commercio è sicuramente il settore più penalizzato dalla “deregulation” selvaggia e totale su orari e aperture festive che ha stravolto il profilo delle città e contribuito alla chiusura di decine di migliaia di imprese. Servono sicuramente interventi urgenti e decisi per livellare il campo di gioco e permettere ad attività e partite Iva di competere ad armi pari”. Questa la posizione del presidente Confcommercio Pisa Stefano Maestri Accesi, intervenuto in occasione del convegno “Liberalizzazioni: il rilancio dell’economia italiana tra riforme e resistenze” tenutosi alla Stazione Leopolda organizzato dal Partito Liberaldemocratico di Pisa.

Il modello di pluralismo distributivo mostra che queste scelte vanno accompagnate con un’adeguata ponderazione di tutti gli interessi in gioco, oltre che con robuste politiche attive. Per noi il principio è uno solo: “stesso mercato, stesse regole”. Più che di liberalizzazioni a ogni costo, le nostre imprese hanno bisogno di semplificazione burocratica. Dunque, non glissiamo sulla concorrenza, ma chiediamo equità di regole (anche fiscali) in questa epoca di confronto con le grandi piattaforme digitali”.

D’altronde concorrenza, equità e innovazione sono le parole chiave che possono guidarci a risolvere alcune delle grandi questioni che riguardano le imprese del nostro territorio, come quella delle concessioni demaniali marittime. Sul tema dei balneari sono indispensabili tutela degli investimenti e chiarezza normativa. Non possiamo accettare che vengano additati come “privilegiati” imprenditori che hanno gestito e curato le spiagge per anni e rappresentano un’eccellenza specifica del nostro Litorale, colpiti da una normativa come la Bolkestein che riguarda specificamente un modello unico di turismo balneare come quello italiano, e non è accettabile in alcun modo che non venga riconosciuto alcun indennizzo alle imprese in caso di perdita della gara. È impensabile gestire le concessioni senza un quadro normativo certo e in questo caso apprezziamo che il Comune di Pisa abbia scelto di attendere i contenuti del bando tipo del Governo”.

Sulla liberalizzazione per la categoria dei tassisti “non ci siamo opposti pregiudizialmente all’aumento delle licenze, ma abbiamo chiesto, prima di ogni decisione, un quadro effettivo della complessiva mobilità urbana. Oggi le licenze sono state assegnate, ma le regole, inutilmente rigide e burocratiche quanto a orari e flessibilità, non sono state ancora modificate. Riteniamo necessario consentire agli attuali titolari di lavorare di più e meglio”.

Su un asset fondamentale come il turismo che da solo rappresenta il 13% del Pil italiano un passaggio critico riguarda “i titolari di Bed&Breakfast, affittacamere e strutture extra-alberghiere, legato alle normative introdotte dal Testo Unico sul Turismo della Regione Toscana. Una norma che pone in essere adempimenti e cambiamenti legislativi che preoccupano legittimamente gli operatori, in quanto non tengono conto delle specificità territoriali e delle caratteristiche degli immobili, come il cambio di destinazione d’uso e l’impossibilità tecnica dovuto dai diversi regolamenti urbanistici”.

Il vero nemico non è la regolamentazione interna, ma la concorrenza sleale del web. Mentre i negozi di vicinato devono sostenere costi fissi, canoni di locazione e normative locali, le grandi piattaforme online operano spesso in regimi agevolati, esercitando una pressione competitiva che rischia di svuotare i nostri centri urbani. In questo contesto è importante che realtà particolarmente colpite dalla “deregulation” totale come i negozi di moda, abbigliamento e calzature vedano confermata la data unica nazionale per l’inizio dei saldi, una fondamentale leva di marketing e allo stesso tempo una pubblicità gratuita che un piccolo negozio da solo non potrebbe permettersi

Per questo – conclude il presidente di Confcommercio Pisa – “proponiamo un pacchetto di misure. A partire da sgravi fiscali al consumo per incentivare i cittadini ad acquistare nei negozi fisici di vicinato attraverso detrazioni o agevolazioni mirate, un sostegno ai costi fissi come l’introduzione della Cedolare secca del 21% per gli affitti dei locali commerciali con una superficie fino a 1500 metri quadrati, insieme al riconoscimento fondamentale da parte della politica del valore non solo economico, ma sociale dei negozi di vicinato: una vetrina accesa è sinonimo di sicurezza, decoro urbano e vitalità della comunità”.

Last modified: Maggio 15, 2026
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