Il sindaco ringrazia la direttrice e gli agenti e auspica l’attivazione di sistemi per bloccare l’uso illecito dei cellulari.
PISA – Una visita al carcere Don Bosco per verificare le criticità e confrontarsi con il personale. È la disponibilità che, secondo quanto riferisce il sindaco Michele Conti, il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni ha manifestato durante un colloquio telefonico avvenuto questa mattina, dopo la rivolta dei detenuti.
Conti ha parlato anche con la direttrice dell’istituto, Alice Lazzarotto, alla quale ha espresso il proprio ringraziamento per la gestione dell’emergenza.
«A lei, agli agenti della Polizia Penitenziaria e a tutte le Forze dell’Ordine intervenute va il mio ringraziamento per aver riportato la situazione alla normalità evitando conseguenze ancora più gravi», dichiara il sindaco.
Il primo cittadino spiega di essere rimasto in costante contatto con il Prefetto fin dalla serata di ieri, seguendo l’evoluzione degli eventi in raccordo con le istituzioni. La visita prospettata da Balboni, aggiunge, sarà «un’occasione importante per verificare direttamente le criticità del Don Bosco e confrontarci con chi vi lavora ogni giorno».
Nel suo intervento Conti sostiene le misure del Governo per il sistema penitenziario, richiamando le sezioni disciplinari per i detenuti violenti, il potenziamento delle unità cinofile, i sistemi anti-drone e le tecnologie contro l’impiego illecito dei telefoni cellulari.
In particolare, il sindaco cita la sperimentazione di un sistema di inibizione delle comunicazioni a Secondigliano, che, secondo quanto riferisce, il Ministero intende estendere progressivamente agli istituti nei quali sarà possibile utilizzarlo. L’auspicio è che possa essere attivato anche a Pisa.
Conti richiama inoltre il piano di edilizia penitenziaria che indica in 10mila i posti aggiuntivi previsti entro il 2027, insieme al rafforzamento degli organici della Polizia penitenziaria.
«Il problema delle carceri viene da lontano e non esistono soluzioni semplici o immediate», conclude, chiedendo di proseguire negli investimenti sulle strutture e sul personale per tutelare chi svolge negli istituti «un lavoro difficile e fondamentale per lo Stato».
Last modified: Ottobre 1, 2026



















