Dal 2 ottobre all’8 novembre “Camera Obscura, c’era una volta la fotografia”: un viaggio tra negativi e stampe realizzate a mano. Ingresso libero.
PISA – Prima delle immagini digitali, c’erano il negativo, lo sviluppo e la stampa in camera oscura. A questo lavoro artigianale è dedicata “Camera Obscura, c’era una volta la fotografia”, la mostra di Paolo Taddei ospitata nella Chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia da venerdì 2 ottobre a domenica 8 novembre.
L’esposizione raccoglie circa 70 fotografie realizzate tra il 1996 e il 2002. L’inaugurazione è in programma venerdì 2 ottobre alle 12, alla presenza dell’autore e delle autorità locali.
Taddei, che ha esercitato la professione di fotografo a Pisa fino al 2013, propone un percorso nel quale ogni immagine nasce da un rapporto diretto con tutte le fasi del lavoro: dallo scatto allo sviluppo del negativo, fino alla stampa su carta baritata, curata personalmente dall’autore.
Le opere sono suddivise secondo le macchine fotografiche utilizzate. Una Rolleiflex 3.5 Tessar accompagna il portfolio “Agenzia Ippica, Pisa, 1997”, una Mamiya 645 Super gli scatti di “Mendicanti, Milano, 1998”, mentre una Contax 645 è lo strumento del reportage “Regina Pacis, San Foca, 2001”.
Esposte in formati dal 30×40 al 50×70, le fotografie restituiscono il valore della tecnica analogica attraverso stampe uniche, realizzate direttamente in camera oscura.
L’ingresso è libero. La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30; il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.
Last modified: Settembre 30, 2026



















