VECCHIANO/SAN GIULIANO TERME – “Dopo il rogo, si incendia anche la politica pisana. Ma noi continuiamo a parlare di fatti. Tutta la nostra vicinanza ai cittadini di Vicopisano, alle persone più fragili e a chi, in queste ore, è impegnato nelle operazioni di spegnimento dell’incendio presso Delca Energy“, affermano Vincenzo Carni (Un Cuore per Vecchiano) ed Elisabetta Mazzarri, Consigliera Civica di San Giuliano Terme.
“Un grazie sincero ai Vigili del Fuoco, ai volontari, alle forze dell’ordine e a tutti i soccorritori che stanno lavorando senza sosta. Sulla stampa di qualche giorno fa si leggeva: «Pisa pattumiera della Toscana. Qui si smaltisce il 50% dei rifiuti». Non è uno slogan di Un Cuore per Vecchiano: è un tema che da tempo viene richiamato nel dibattito pubblico da associazioni e organizzazioni che si occupano di ambiente e tutela del territorio, sulla base di dati e analisi disponibili. Sulla salute pubblica non bastano rassicurazioni generiche. In queste ore c’è paura in tutta l’area pisana ed è una preoccupazione legittima. ARPAT ha individuato un’area di circa 300 metri con ricadute dirette e una zona fino a 800 metri potenzialmente interessata dalla dispersione di polveri e inquinanti. Questo non è un dettaglio. Per questo chiediamo formalmente ad ARPAT e ASL Toscana Nord Ovest: Bollettini quotidiani con i risultati dei monitoraggi su aria, suolo e acque, pubblicati in modo chiaro, comprensibile e accessibile a tutti. Indicazioni sanitarie precise per i cittadini: chi debba tenere le finestre chiuse, se sia possibile raccogliere ortaggi e consumare prodotti degli orti, se vi siano categorie fragili che debbano adottare particolari precauzioni. Un punto informativo unico, fisico e online, dove i cittadini possano ottenere risposte certificate senza dover inseguire voci e indiscrezioni. La tutela della salute richiede informazione preventiva, tempestiva e costante. I cittadini hanno diritto di sapere cosa respirano. Il 4 giugno abbiamo depositato una mozione sugli adempimenti ATO, evidenziando come le tre ATO toscane risultino inadempienti rispetto ai principi di autosufficienza e come la Regione abbia previsto proroghe fino al 2028. Oggi, alla luce dei ripetuti episodi che negli anni hanno interessato impianti del nostro territorio, alcune domande meritano risposte serie e non possono più essere rinviate. Era questa la collocazione più appropriata per un impianto che tratta sostanze pericolose? È sostenibile questo squilibrio territoriale, che vede la nostra area farsi carico di una quota così rilevante del trattamento dei rifiuti regionali a causa della mancanza di impianti in altre zone della Toscana?Ci aspettiamo piena chiarezza sulle cause dell’incendio, che saranno accertate esclusivamente dalle autorità competenti. Ma prima ancora chiediamo certezze sulla sicurezza dei cittadini. A queste richieste ci uniamo con una voce comune. Negli ultimi anni numerosi incendi hanno interessato impianti legati alla gestione dei rifiuti in Toscana. È necessario che la Regione renda disponibili dati pubblici, aggiornati e facilmente consultabili sulle cause accertate, sugli esiti delle indagini, sui controlli effettuati e sulle misure adottate per evitare il ripetersi di eventi analoghi. Non si tratta di attribuire responsabilità o alimentare processi mediatici. Si tratta di pretendere trasparenza dalle istituzioni e di garantire ai cittadini il diritto ad essere informati. La domanda non è soltanto cosa sia accaduto alla Delca Energy. La domanda è: perché episodi di questo tipo continuano a verificarsi? E cosa si sta facendo concretamente per prevenirli? L’Europa chiede autosufficienza nella gestione dei rifiuti. La Regione continua a rispondere con proroghe. Nel frattempo il peso, le criticità e i rischi continuano a gravare sugli stessi territori. La nostra mozione rappresenta un impegno concreto, non uno strumento di polemica: chiede semplicemente che vengano applicate le leggi, rispettati i principi di autosufficienza e garantita un’equa distribuzione degli impianti e delle responsabilità. Il territorio pisano non può continuare a sopportare da solo un carico sproporzionato. La salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e il diritto alla trasparenza devono venire prima di tutto“, concludono Carnì e Mazzarri.




















