Written by 7:26 am Pisa SC

Il Pisa ritrova identità e carattere: le scelte di Hiljemark alla fine pagano


PISA – Analizzando le scelte tecnico-tattiche della partita giocata alla Cetilar Arena dal Pisa Sporting Club, la prima riflessione riguarda la gestione del gruppo da parte di Oscar Hiljemark.

di Sandro Cacciamano

Il tecnico, come ribadisce spesso anche in conferenza stampa, fa giocare chi merita: spazio quindi ai calciatori che durante la settimana dimostrano spirito di sacrificio, applicazione e voglia di mettersi a disposizione della squadra. Arrivati a questo punto della stagione, e alla luce della gara disputata contro il Cagliari Calcio, si può dire che il tecnico nerazzurro abbia finalmente trovato la quadra. Dopo aver sperimentato diversi moduli e interpreti, la squadra sembra aver raggiunto un equilibrio tecnico e tattico più definito.

Non era una situazione semplice. Hiljemark si è trovato ad affrontare un campionato che non conosceva, con un gruppo di giocatori che inizialmente doveva ancora comprendere fino in fondo. Servivano tempo e lavoro: sono state necessarie cinque partite prima di ottenere un risultato positivo, ma la vittoria arrivata contro il Cagliari è stata netta e meritata. In campo si è visto un Pisa trasformato: combattivo, determinato e convinto delle proprie idee di gioco fin dai primi minuti. Un atteggiamento che racconta molto della crescita della squadra.

Nel contesto del gruppo, alcuni casi sono stati significativi. Idrissa Touré è rimasto a lungo fuori, mentre Matteo Tramoni ha attraversato un periodo con poco minutaggio. Anche il discorso legato a Mihajlo Stojilkovic sembra momentaneamente accantonato. Il principio seguito dal tecnico è chiaro: non esistono gerarchie prestabilite, ma solo il merito dimostrato durante la settimana di allenamenti.

Il modulo visto in campo, un 3-4-3 piuttosto evidente nell’interpretazione della gara, ha risposto pienamente alle aspettative. La squadra ha dimostrato solidità e personalità, riuscendo a mantenere il possesso del pallone e il controllo del gioco anche quando si è trovata a giocare in inferiorità numerica.

Nella ripresa il copione non è cambiato. Il Pisa ha continuato a mostrare una superiorità tecnico- tattica evidente e il Cagliari è andato progressivamente in difficoltà, nonostante l’uomo in più. A decidere la partita è stato il capitano Antonio Caracciolo, capace di battere per due volte il portiere Elia Caprile. La gara ha dimostrato che, con la giusta mentalità, tutto diventa possibile: servono testa sulle spalle e piedi ben piantati a terra. Da segnalare anche un episodio che avrebbe potuto complicare la partita: l’errore di Durosinmi. In momenti delicati come questi, certi interventi e certe disattenzioni devono essere evitati per non rischiare di compromettere l’equilibrio della squadra. Fortunatamente l’episodio non ha inciso sul risultato finale.

Le reti, oltre al calcio di rigore trasformato con grande freddezza da Stefano Moreo, sono arrivate da un difensore, e a lui va il riconoscimento di tutta la squadra e dei tifosi. Resta però un aspetto su cui il tecnico dovrà riflettere: in linea teorica dovrebbero essere gli attaccanti a garantire con continuità il contributo realizzativo. È vero che nel calcio conta chi segna, ma l’equilibrio offensivo resta un elemento da analizzare.La speranza è che questa vittoria possa rappresentare l’inizio di un nuovo percorso. Il Pisa non è spacciato: la partita contro il Cagliari doveva essere quella della svolta, la partita della salvezza. Il primo segnale è arrivato ed è positivo.

Adesso servirà continuità. Forza ragazzi, la città è con voi.

Last modified: Marzo 17, 2026
Close