PISA – Fondazione Pisa presenta La creazione della terracotta/Cantico n. 1, opera dell’artista Dolfo, nome d’arte di Adolfo Scarselli, nato a Volterra nel 1937 e scomparso a Pisa nel 2013. La scultura, una terracotta policroma realizzata nel 1992, entra nella collezione della Fondazione grazie a una donazione voluta dalla famiglia dell’artista.
L’opera è stata presentata al pubblico il 28 maggio con un evento nell’auditorium di Palazzo Blu, alla presenza di Michele Mariani, vicepresidente della Fondazione Pisa, della professoressa Marinella Pasquinucci per la Fondazione Palazzo Blu, di Annamaria Pisano per l’Archivio Dolfo e di Ilario Luperini, storico dell’arte, curatore e amico dell’artista. Nel corso della cerimonia è stato proiettato in prima visione il docufilm Dolfo e la materia, con la regia di Pietro Follini, dedicato al lavoro dello scultore.
Dolfo è considerato una figura significativa della scultura toscana del secondo Novecento. Formatosi all’Istituto d’Arte di Volterra, dove fu anche docente, sviluppò la propria ricerca a partire dalla tradizione dell’alabastro, rielaborandola in un linguaggio plastico autonomo e riconoscibile. Centrale nel suo percorso fu il confronto con l’artista volterrano Mino Trafeli. Dal 1977 Dolfo operò a Pisa, dando vita a una produzione segnata da una forte tensione materica e da una presenza importante nello spazio pubblico.
Sue sculture e installazioni sono presenti in diversi comuni della provincia di Pisa, tra cui Pontedera, Santa Croce sull’Arno, Volterra, Pomarance e Pisa. L’opera donata alla Fondazione Pisa appartiene alla serie delle terrecotte dipinte, una fase rilevante del suo percorso artistico.
Secondo Ilario Luperini, questa produzione “corrisponde all’esigenza di figurare, con l’intervento del colore su un materiale di per sé monocromo, i nessi misteriosi ma concreti che legano l’animato e l’inerte sul piano delle strutture aperte”. Un divenire continuo che nell’opera si traduce in passaggi, mutamenti della forma e visioni non puramente fantastiche, ma radicate nel sistema della realtà.
La scultura sarà collocata al piano terra di Palazzo Blu, nello spazio completamente rinnovato all’uscita del museo.
“Accogliamo con profonda gratitudine la donazione dell’opera La creazione della terracotta/Cantico n. 1 di Dolfo, un gesto di grande generosità da parte della famiglia dell’artista che consente alla Fondazione Pisa di custodire e valorizzare una testimonianza significativa della scultura toscana del Novecento – dichiara Michele Mariani, vicepresidente della Fondazione Pisa –. Quest’opera arricchisce il patrimonio artistico della Fondazione e rafforza l’impegno nella promozione della cultura e nella conservazione della memoria del territorio. Dolfo ha saputo interpretare con originalità il suo tempo, come testimoniano le sculture da lui create ed esposte in luoghi all’aperto in diverse città, da Pisa alla provincia. Ringraziamo la famiglia Scarselli per aver scelto la Fondazione Pisa come luogo di conservazione e condivisione di questa eredità culturale”.
Soddisfazione anche da parte della Fondazione Palazzo Blu. “Siamo grati alla famiglia dell’artista Dolfo per la donazione dell’opera, che entra nelle collezioni e viene esposta al pubblico – sottolinea Marinella Pasquinucci –. Si contribuisce così a diffondere la conoscenza di un artista estremamente significativo e profondamente radicato nel nostro territorio per formazione e attività. L’opera potrà essere ammirata dai visitatori del Palazzo e anche da chi si troverà semplicemente a passare all’esterno, grazie alla collocazione nell’area a vetri al piano terra”.
La donazione si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’opera di Dolfo già avviato da Palazzo Blu. Nel 2024 il museo aveva infatti ospitato la mostra Antico e moderno. Dolfo scultore nella dimora di Palazzo Blu, curata da Ilario Luperini e realizzata in collaborazione con l’Archivio Dolfo. L’esposizione aveva riunito circa venti opere, scelte per raccontare l’evoluzione degli orientamenti espressivi dell’artista e per creare un dialogo tra le opere moderne e quelle antiche della collezione permanente del Palazzo.
Last modified: Maggio 29, 2026


















