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“Ballata del lavoro” chiude il Festival del Pensare a Casale Marittimo

PISADomenica 26 luglio lo spettacolo del Teatro dell’Orsa, vincitore del Premio del Pubblico Ermo Colle. Musica dal vivo e ingresso gratuito.

Sarà lo spettacolo “Ballata del lavoro” del Teatro dell’Orsa a chiudere la dodicesima edizione del Festival del Pensare, quest’anno dedicata al tema “Umanità smarrita”. L’appuntamento è per domenica 26 luglio alle 21.15 in piazzale Belvedere, a Casale Marittimo, in provincia di Pisa. L’ingresso è libero e gratuito.

Vincitore del Premio del Pubblico Ermo Colle, lo spettacolo affronta le trasformazioni del mondo del lavoro, interrogandosi sul significato che oggi assumono occupazione, precarietà, flessibilità, diritti e solidarietà.

«Che cosa sta diventando il lavoro, che cosa significa cercarlo, averlo o non averlo e come si lavora nel presente? – spiegano Monica Morini e Bernardino Bonzani, autori e interpreti della rappresentazione –. Contratti a tempo determinato, assunzioni a chiamata, lavoro interinale, apprendistato, collaborazioni a progetto, precariato e lavoro nero. Dignità, diritto al lavoro, solidarietà e lotte appartengono ancora al presente?».

Il racconto attraversa mezzo secolo di storia italiana partendo dalla città di Reggio Emilia e intrecciando vicende individuali e memoria collettiva. Al centro ci sono l’antifascismo, la Resistenza nelle fabbriche, le lotte contro i licenziamenti, l’occupazione delle Reggiane, le battaglie sindacali e quelle per l’emancipazione femminile.

«In scena – racconta Monica Morini – una forza antica e leggendaria, a tratti epica, percorre l’Italia del Novecento con le sue tragedie e le sue conquiste. La memoria emotiva, individuale e corale, si intreccia ai grandi eventi storici».

Le voci dei due interpreti danno vita a numerosi personaggi femminili e maschili, alternando ironia e partecipazione. La narrazione è accompagnata dalle musiche dal vivo di Davide Bizzarri al violino, Gaetano Nenna al clarinetto e Claudia Bizzarri al violoncello.

«La musica – spiega Bernardino Bonzani – sostiene e si mescola alla parola fino a trasformarla in canto e ballata. La fabbrica risuona attraverso i suoi pezzi, le turbine, le ventole e i rotori».

“Ballata del lavoro” fa parte della trilogia del Teatro dell’Orsa dedicata al Novecento, iniziata con “Cuori di terra. Memoria per i sette fratelli Cervi”. «Attraversare il passato e dare corpo e voce alle testimonianze del mondo del lavoro – concludono gli artisti – ci aiuta a leggere il presente e a interrogarci sul futuro e su ciò che vogliamo diventare».

Last modified: Luglio 25, 2026
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